TRAVEL

TOUR DEL SUD DEL MAROCCO IN 4X4

Vi porto con me a conoscere questa terra meravigliosa che ha dei tesori nascosti tutti da scoprire

 

Questo viaggio è stato uno dei più belli che io abbia mai fatto finora.

Ancora adesso, che è trascorsa quasi una settimana da quando sono tornata, ho nostalgia dei luoghi che ho visitato e delle persone che ho conosciuto durante il viaggio. Se come me quando viaggiate siete abituate a rimanere fisse nella località che avete scelto di andare, questo viaggio romperà tutti i vostri schemi e vi darà una certa carica di adrenalina che forse non avete ancora provato. Ok, forse non sarà dei più riposanti, perchè la mattina la guida ci faceva svegliare verso le 7.30, però è stato sicuramente stimolante, perchè partivamo con le jeep e percorrevamo 200-300 km al giorno. Ogni giorno un posto diverso, ogni giorno un albergo diverso. Zero noia. Valigie sempre pronte. Se poi, come me, in macchina riuscite a leggere e dormire, il trasfrimento da un posto all’altro non vi peserà sicuramente e quasi non vi accorgerete delle ore che passano.

La guida locale che è stata con noi durante la settimana, ci ha spiegato molte cose interessanti che io non conoscevo:

  1. Gli abitanti del Marocco non sono arabi, sono africani
  2. il 64% della popolazione ha meno di 20 anni! (effettivamente dovunque ti girassi, vedevi stuole di bambini e ragazzi, mentre gli anziani sono davvero pochi)

Il nostro viaggio è iniziato nella città di Marrakech che ti accoglie con le sue strade polverose, il caos del traffico fatto principalmente di motori e biciclette, i colori accesi degli abitanti, gli odori intensi di spezie e profumi. Non a caso qui puoi trovare il prezioso olio di argan.

 

 

La guida locale ci ha spiegato anche il ruolo della donna qui in Marocco, che per lui avrà un senso, ma che noi facciamo fatica a capire (e accettare): qui le donne non sono obbligate a indossare il velo e andare in giro così coperte, ma lo fanno per ripararsi dal caldo che c’è tutto l’anno e per tenere a freno la gelosia dei loro mariti. Secondo la guida questa era una spiegazione più che plausibile. Peccato che se fosse la donna ad essere gelosa, non credo che l’uomo andrebbe in giro coperto per non dispiacerle. Inoltre, ci spiegava, sia le donne che gli uomini, quando escono non danno molta importanza all’abbigliamento, mentre curano molto il loro aspetto e amano profumarsi una volta rientrati a casa. Secondo il pensiero della guida locale, a differenza di loro, noi occidentali ci tiriamo a lucido quando usciamo per piacere a chi incontriamo per strada, per poi metterci in tuta quando torniamo a casa. Anche qui non sono d’accordo: intanto noi donne, almeno spero la maggioranza, oggi ci vestiamo per piacere a noi stesse e quando rientriamo amiamo farci bagni profumati e indossare qualcosa di carino (per noi prima di tutto e anche per il nostro marito/compagno) come ormai si trova in quasi tutti i negozi di biancheria intima.

Ho anche scoperto che alla donna vengono fatti dei tatuaggi che hanno un significato preciso: quello sul mento significa che è sposata; quello sulla fronte significa che è figlia; quello sul naso significa che è divorziata. Questo, mi spiegava, serve soprattutto a chi incontra la donna per sapere subito, anche se non la conosce, chi si trova di fronte.

Il paesaggio è una continua scoperta: fai kilometri di deserto e poi arriva il verde all’improvviso. E’ un paesaggio che non ti annoia mai.

Abbiamo visto bambini, tanti bambini. Ti venivano incontro per venderti i datteri e farti un sorriso grande come una casa per una sola caramella regalata.

Vivono in villaggi fatiscenti, ma hanno una grande dignita e sono davvero felici, pur avendo così poco.

Si possono fare vacanze meravigliose anche in Italia, ma non sono d’accordo con chi sostiene che bisogna prima vedere l’Italia e poi, andare all’estero. Che vuol dire: “Non mi va di mettere il naso fuori dal mio paese” e non andrà mai fuori dall’Italia. Viaggiare in un paese che non è il tuo, ti apre la mente, ti accorgi che esistono milioni di modi diversi di vivere, impari ad adattarti e rispettare a usanze che non sono le tue, ritorni a casa un pò più umile e ringrazi di quello che hai conosciuto e imparato.

Nelle zone che abbiamo attraversato durante la settimana (Ourzazate – Zagora – Merzouga -Boumalne Dades – Marrakech) ho scoperto che hanno girato molti film famosi: Il gladiatore, La mummia, Guerre stellari, Il the nel deserto. Sicuramente il paesaggio si prestava perfettamente per questo tipo di film che noi tutti conosciamo.

Abbiamo visto anche le Kasbah (le abitazioni di un tempo) e sono davvero affascinanti come le abbiamo sempre viste nei documentari in tv.

Ricorderò tanti volti di questo viaggio, tanti luoghi. Ma più di tutto ricorderò il giorno in cui siamo andati nel deserto vero e proprio, quello della sabbia rossa. Ci hanno fatto fare un giro sul cammello e nonostante io sia timorosa di natura, mi sono lanciata e sono andata anch’io. La sensazione di gioia per aver superata una mia paura e per lo spazio sospeso che mi circondava, è stata impagabile. Dormire nel deserto, poi, è un’esperienza unica. Ti senti avvolta dalle stelle, le vedi dappertutto e ti sembrano così vicine da volerle toccare.

L’ultimo giorno di viaggio, abbiamo fatto un fuori-programma che mi è piaciuto molto. Ci siamo staccati da tutto il gruppo, visto che avevamo il giorno libero e siamo andati a visitare la casa di Yves Saint Laurent, in realtà la sua seconda casa, dove amava ritirarsi per riposare e creare. Come potete vedere dalle foto il giardino e la casa, con i suoi colori intensi, sono meravigliosi.

Bene, il mio viaggio si conclude qui. Spero di avervi fatto sognare un pò, di avervi dato informazioni utili se deciderete di intraprendere anche voi il tour del sud del Marocco. Io sono pronta a ripartire per una nuova destinazione. Ho già in mente qualcosa, ma per ora non vi voglio svelare nulla. Lo scoprirete se continuate a seguirmi!

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