FAMILY

(ANCHE) LA DIVERSITA’ UNISCE LA COPPIA

All’inizio lo scegliamo per le cose che abbiamo in comune con lui. Con il tempo scopriamo che siamo sempre più diversi

 

Situazione n.1

Ho passato un’ora a scegliere il vestito da mettere per la nostra cena senza prole al seguito (sono passate settimane dall’ultima volta che ci siamo andati da soli). Finalmente lui arriva a casa, io l’attendo con impazienza per fargli vedere cosa ho scelto di indossare per l’occasione. Arriva su per le scale con trentaquattro borse del lavoro e con un fiatone, che manco mio nonno.

“Ciao, ti aspettavo! Allora, stasera a cena noi due da soli, ti ricordi?”

“Certo che mi ricordo. Non è che mi tieni le borse?”

 

Situazione n.2

Io sono ai fornelli a preparare la cena. Ho un sacco di cose da raccontargli e non vedo l’ora che arrivi dal lavoro per parlare con lui. Suona il campanello, apro e lo accolgo con un sorriso a trentasei denti. Gli do pure un bacio, che non guasta e fa tanto “coppia felice dopo una lunga giornata piena di impegni”.

Non faccio in tempo a tornare in cucina, che lui è già spiaggiato sul divano con la tv accesa. Gli vado vicina e mi faccio notare come posso.

“Amore – comincio a sbaciucchiarlo – mi sono successe tante di quelle cose oggi, che vorrei proprio raccontarti” il che, sottintende subito.

“Anche a me sono successe tante cose, scocciature, ma c’è questo programma alla tv che non voglio perdermi. Non è che ne possiamo parlare dopo?”.

 

Situazione n.3

Io che gli dico: “Pensa a come sarebbe bello vendere la ditta, vendere la nostra casa e trasferirci all’estero, una cosa così, ricominciare una nuova vita, eh, eh, che ne dici?”

Lui che risponde: “Mica male l’idea, però al caldo, che lo sai che il freddo non lo sopporto proprio.

“Ma caldo quanto?”

“Se dobbiamo cambiare, cambiamo alla grande. Io potrei pescare tutto il giorno e vivremmo di quello che trovo in mare”

“Pesce tutti i giorni?”

“Poi, prima però bisogna trovare chi compra la ditta e chi compra la casa. Potrebbero passare anni prima di realizzare il nostro sogno. Perchè le cose bisogna farle come si deve, mica ci si può improvvisare. E poi ……. (bla, bla, bla)…..”

“Amore, ma è così complicato realizzare un sogno?”

 

Situazione n. 4

Aurora deve tornare da scuola da Bologna in treno e per l’ennesima volta ci telefona che l’autobus è in ritardo, il treno pure e che lei non sa come fare, che le dispiace tantissimo, che non succederà più, che non ci dobbiamo preoccupare perchè alcuni suoi amici (chi?!) sono con lei ad aspettare il treno.

Vado io a prenderla dalla stazione: “Aurora stà situazione deve finire, lo sai quanto io e babbo ci preoccupiamo quando fai tardi. Non siamo arrabbiati, siamo solo preoccupati per te.”

Una volta ritornate a casa c’è lui che ci aspetta: “Allora, la smettiamo di arrivare sempre tardi? Sono proprio arrabbiato con te!”

Morale: come avere uno stile educativo condiviso.

 

PRIMA UGUALI, POI, SEMPRE PIU’ DIVERSI

 

Ok, non è che a casa nostra succeda sempre così, sono di più i momenti in cui c’è sintonia, rispetto a questi momenti in cui sembra che lui venga da Marte e io da Venere, però è anche vero che quando quando comincia un rapporto e ci si conosce, di solito si cerca nell’altro più punti in comune possibili. All’inizio si amano le stesse cose, si hanno gli stessi interessi, si vogliono le stesse cose.

Poi, lentamente, la routine di tutti i giorni, i problemi al lavoro, la fatica con i figli, fanno sì che i momenti in cui si è da soli con lui si riducono sempre di più e si arriva a un giorno, in cui ci si ritrova a sentirsi estranei. Io, per esempio, mi sono resa conto che, fino a poco tempo fa, vuoi perchè durante il giorno dovevo programmare un sacco di cose al lavoro e con Aurora, quando arrivavo a casa avevo ancora il turbo inserito e mi mettevo subito a spadellare in cucina, vedendo il momento della cena non come un ritrovo pieno di gioia in cui trovarsi, cucinare assieme, parlare della giornata, ma solo come un’altra cosa della to-do list da fare. E’ da poco che ho cominciato a voler cambiare questo momento serale così importante per la famiglia. Ora quando arrivo a casa, o mi vado a fare subito una doccia calda o mi metto sul divano a leggere. Poi lui arriva, lo lascio rilassare e dopo ci mettiamo insieme a cucinare e magari ci scappa intanto un bicchiere di vino rosso come aperitivo. Inutile dire che così la serata diventa molto più piacevole. Non tutte le sere sono uguali a questa, però almeno sono la maggioranza.

Non si diventa estranei solo perchè noi e lui cambiamo, ma perchè smettiamo di parlarci, di cercarci, di apprezzarci

Nulla toglie che con il tempo si cambia interiormente: cambiano le idee, possono cambiare i valori, a volte cambia anche il carattere. Allora viene da chiedersi: “Ma se la persona con cui ho deciso di avere a fianco all’inizio è cambiata, che senso ha stare ancora assieme?” e subito dopo la cosa più immediata è separarsi per “mancanza di cose in comune”.

MA ALLORA, ESSERE DIVERSI E’ O NON E’ UN PROBLEMA PER LA COPPIA?

Non è un problema se la diversità viene accolta, anzichè respinta.

La diversità viene spesso vista come qualcosa di negativo, che allontana, invece può essere una risorsa per l’altro. Io, ad esempio, sono quella più sognatrice, lui è quello più pratico, che fa i calcoli prima di compiere una qualsiasi scelta. Non vi nascondo che a volte mi è venuto da pensare: “Ma è normale che siamo così diversi?”, come se la normalità fosse scritta a priori. Ma ultimamente ci ho pensato parecchio e sono giunta alla conclusione che io amo la mia vita insieme a lui ed è la persona che Dio mi ha messo accanto per migliorarci a vicenda. In fondo la sua vita sarebbe monotona senza di me che lo stimolo a fare progetti sempre nuovi e io rischierei di fare scelte affrettate senza di lui che mi tiene con i piedi per terra facendomi capire i pro e i contro nelle scelte della vita.

E’ più semplice (e costa meno fatica) amare le stesse cose, ma può anche annoiare, si può arrivare a un punto di non ritorno. Essere diversi, invece, può essere più stimolante, a patto che si rimanga sempre curiosi di quello che l’altro ci può dare e ci può insegnare. Io, per esempio, vivo la fede in modo più intenso rispetto a lui, che non sente l’attaccamento che sento io per Gesù, tuttavia abbiamo trovato un punto che ci unisce: ogni mattina gli mando un sms di una frase della Parola del giorno e mi ha detto che gli fa molto piacere e l’aiuta a riflettere durante la giornata. Certo, vorrei molto di più, ma anche aver trovato questo modo veloce e semplice per vivere la fede assieme, è già un passo avanti, poi si sa, le vie del Signore sono infinite e io spero sempre che anche lui trovi la gioia di una fede più vissuta.

Tutto dipende da come noi viviamo le cose che ci accadono ed essere diversi ci può aprire a “mondi” che altrimenti rimarrebbero a noi sconosciuti. Lui, per esempio, ha accettato con entusiasmo il mio sms mattutino e avendolo fatto si è aperto per lui una visione nuova della fede che altrimenti non avrebbe avuto, se avesse rifiutato la mia proposta.

Io sono più spendacciona e a volte acquisto d’impulso. Meno male che c’è lui che mi frena e mi fa fare a fine mese il conto delle spese. A volte questa cosa mi irrita, perchè si fa fatica a cambiare le nostre abitudini, però se voglio essere una coppia affiatata, devo accettare (e accogliere) anche il suo modo di comportarsi sulla gestione delle spese, non posso far finta di nulla e continuare come se niente fosse. Il cambiamento richiede sempre fatica, ma è necessario per crescere come coppia.

Non bisogna però confondere tra essere diversi e avere una visione diversa della vita. La seconda è fondamentale per vivere un rapporto di coppia fatto di complicità e felice, altrimenti è come camminare su due strade parallele che non si incontreranno mai.

Bisogna stare attenti, perchè è necessario continuare a parlarsi per continuare ad avere una visione della vita uguale, decidere dove si vuole andare e come si vuole andare assieme. Non è così semplice, perchè la routine, la stanchezza di quando si arriva a casa la sera dal lavoro, i figli che richiedono la nostra attenzione, possono ostacolare un buon dialogo di coppia. E’ vero che i figli a una cert’ora vanno a letto, ma non so voi, io e lui andiamo a letto alla stessa ora di Aurora e quindi durante la settimana il tempo per parlarsi è davvero poco. Allora, abbiamo escogitato alcuni trucchi che vanno bene per noi due, e magari possono andare bene anche per voi:

  1. CI PRENDIAMO TUTTE LE SETTIMANE UNA SERATA DURANTE IL WEEK-END DA SOLI. L’abbiamo fatto anche quando Aurora era piccola, perchè, a differenza di quello che si pensa, la coppia viene prima dei figli, che non è un pensiero egoistico, ma è un dato di fatto che se la coppia è sana, anche i figli ne traggono beneficio.
  2. CI FACCIAMO UN WEEK-END AL MESE SOLO IO E LUI. Lo so che sembra un’impresa impossibile per chi ha dei figli da gestire, ma il problema maggiore non è trovare un nonno o una persona che stia con i nostri figli durante la nostra assenza, è principalmente nella nostra mente che ci fa sentire in colpa perchè “abbandoniamo” i nostri figli, mentre noi facciamo altro.

Questo appuntamento settimanale e mensile che ci diamo ci aiuta davvero tanto a restare uniti come coppia, mentre per alcune di voi può andare benissimo parlare una volta messi a letto i figli, se avete ancora le forze per restare svegli un’ora o due prima di dormire.

L’importante è (ri)scoprire il gusto di stare assieme, non parlando sempre dei problemi con i figli o al lavoro, ma trovando lo spazio per gustare il piacere reciproco della vicinanza fisica e mentale.

Tutte le volte che io e lui l’abbiamo fatto non siamo mai rimasti delusi dai risultati e spero che la mia esperienza e i miei consigli possano aiutare anche voi a ri/vivere il vostro rapporto di coppia con maggiore soddisfazione.

(Se ancora non mi seguite su Instagram, potete farlo cercando “chebellocrederci”: lì trovate la mia vita e spunti di riflessione per tutte voi)

 

 

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