FAMILY

ADOLESCENZA: GIOIE E PREOCCUPAZIONI

Non si è mai veramente pronte per questa fase delicata della vita. Vi porto la mia esperienza con Aurora

 

Giuro, se mi avessero detto (prima) che crescere con una figlia adolescente portava a così tante preoccupazioni, ci avrei pensato meglio prima di gettarmi in questa avventura!

Lui non fa altro che ripetermi: “Pensa te se ne avevamo tre di figli come volevi tu”. Dopo un attimo di esitazione in cui vorrei picchiarlo, ne esco con una frase tipo: “Non vuol dire, a volte un figlio solo ti può dare più preoccupazioni di tre messi assieme”. Tiè.

Quando i figli sono piccoli devi pensare a un sacco di cose di tipo pratico: cambiare i pannoloni, dare la pappa…però hai il controllo quasi totale della loro vita.

Sai sempre dove sono e con chi sono.

E’ vero che quando sono piccoli devi fare i conti con una grande fatica fisica, ma mi sto rendendo conto che adesso che sta crescendo sento tantissimo la fatica mentale: la mattina, quando prende il treno per andare a scuola a Bologna non so con chi parlerà o chi tenterà di avvicinarla, quando chatta con i suoi amici ho perso il conto con quante persone è in contatto (bisogna ammettere che la vita sociale non le manca ed è bravissima a coltivarla!).

 

Ma non puoi chiudere tuo figlio sotto una campana di vetro sperando di proteggerlo da ogni pericolo. E’ proprio per questo che il mestiere di genitore è il più difficile, perchè devi trovare il giusto compromesso tra il tenerlo stretto a te e il lasciarlo camminare anche da solo.

 

Quando un bimbo è piccolo ha bisogno principalmente di cose materiali: mangiare, bere, dormire e se non è con te è con i nonni o le tate dell’asilo. Crescendo è ovvio che inizia a interagire sempre di più con altre persone esterne alla famiglia, con le maestre prima, con i professori poi, e si può creare una rete gigantesca di situazioni che vanno affrontate (e risolte).

In realtà Aurora non mi sta dando preoccupazioni come figlia, nel senso che è una ragazzina molto affettuosa che cerca ancora molto di passare del tempo con noi, mentre la scuola è una grandissima fonte di preoccupazione invece.

Ok, ci sta che il passaggio dalle medie alle superiori sia grande, ma il primo quadrimestre è finito con insufficienze in tutte le materie. Non potete immaginare l’ansia che ho provato ogni giorno quando guardavo il registro elettronico per controllare i voti!

La scuola – liceo linguistico – l’ha scelta lei e ci è sembrato giusto assecondare la sua decisione, pensando (e sperando) che riuscisse meglio nelle materie. Dopo circa venti giorni dall’inizio della scuola, sono iniziate le prime telefonate da parte degli insegnanti per farmi notare che qualcosa non andava: era lenta rispetto agli altri compagni e aveva con loro un comportamento non appropriato quando loro cercavano di aiutarla.

Tutto questo mi ha fatto insospettire, perchè da una parte vedo una ragazzina con un’intelligenza superiore alla media e dall’altra mi dipingono una persona che io non conosco. Abbiamo provato a verificare che non abbia qualche disturbo dell’apprendimento ed è risultato che è discalculica in matematica, ma a parte questo tutto bene.

La fatica è anche nell’interagire con i professori, che ormai l’hanno dipinta come una che non ha voglia e cercherebbe la promozione facile. Anche se come mamma sono di parte, non voglio difendere in tutto e per tutto il comportamento di Aurora, però evidentemente c’è qualche problema di tipo emotivo che spiegherebbe il suo comportamento a scuola come problematico.

Comincio anche a essere un pò delusa dalla scuola, che per prima si doveva accorgere della discalculia e di alcuni professori che forse hanno cercato di aiutarla, ma nel modo sbagliato e questo probabilmente le ha impedito di aprirsi a loro.

 

Bisogna pensare che i ragazzi adolescenti hanno bisogno di figure di riferimento carismatiche, che oltre a conoscere la loro materia, sappiano come trasmetterla con entusiasmo.

 

Sono fermamente convinta che se un professore ha tutte queste qualità, il ragazzo si innamori (o perlomeno si avvicini di più) della materia, anche se non è proprio nelle sue corde.

Purtroppo non ce ne sono molti in circolazione.

Quindi, care amiche, sono mesi così, mesi in cui vivo giorno per giorno, mesi in cui ti chiedi se vale la pena provare ad arrivare fino alla fine della scuola o cambiare e andare in un altro istituto.

Una cosa però la so con certezza: prima ancora dei risultati a scuola, mi interessa lei come persona, che sia serena e che superi ciò che in questo momento ostacola la sua serenità a scuola.

 

Se anche voi avete figli che vanno a scuola o li avete già grandi, sono sicura che sapete esattamente come mi sento e accetto molto volentieri consigli anche da parte vostra per come posso affrontare questa situazione.

Tante volte, in questi mesi, ci siamo chiesti, io e lui, quale tipo di approccio era più utile usare per Aurora. Del tipo: “Ci è o ci fa?”. Eravamo sempre in bilico tra il trattarla un pò duramente e il farle la predica sul come la vita è dura e bisogna darsi da fare per ottenere dei risultati, oppure cercare di venirle incontro con mezzi più pacifici.

Abbiamo scelto la seconda opzione, perchè siamo tutti d’accordo (noi genitori, la psicologa e i professori) che ha bisogno di essere un pò aiutata in questa fase delicata della sua vita.

Sfido qualsiasi genitore che non abbia preoccupazioni, più o meno grandi per i propri figli, ma è anche vero che ognuno pensa di vivere il proprio problema come fosse l’unico sulla faccia della terra.

L’altro giorno ho incontrato una mia amica che ha due figli che vanno al Classico e che sono superstudiosi. Ho subito pensato: “Beata lei!”. Poi, una volta a casa, ho capito che magari lei è più fortunata di me in questo ambito, ma magari lo è meno in altri.

Viene facile fare confronti, ma è del tutto perfettamente inutile

 

Alla fine di questo mio post, che doveva essere un articolo e invece è diventato uno sfogo

 

sono consapevole che “tutto è per noi”, cioè che quello che Gesù permette è per aiutarci a crescere e che i problemi servono anche a rafforzarci, se li affrontiamo nel modo giusto.

Dall’esperienza che sto vivendo, ho ricavato alcuni punti che possono aiutare anche voi se come me vivete questo tipo di problema:

  1. Quando parlate con i professori loro danno la loro versione dei fatti, vostro figlio/a ve ne dà un’altra: pensate sempre che la “verità sta in mezzo”
  2. Quando siete indecise su che tipo di approccio usare con vostro figlio/a, ricordatevi che prima di essere ripreso/a va ASCOLTATO/A: se sente che siete anche dalla sua parte, sarà più sereno/a e probabilmente affronterà anche la scuola in modo più sciolto
  3. Se anche vostro figlio/a perde 1 anno di scuola, perchè quando ha deciso cosa farà da grande era ancora immaturo/a per scegliere la scuola giusta, non fatene un dramma nè con voi stesse, nè con lui/lei. Piuttosto che continuare una scuola che non gli piace, meglio cambiare indirizzo e assecondare le sue inclinazioni
  4. Pensate che non tutte le materie che sta studiando gli serviranno poi nel mondo del lavoro, quindi non preoccupatevi eccessivamente se a fine anno scolastico rimane un debito in alcune (ci sarà giusto la scocciatura di studiare un pò anche in estate)
  5. Oggi studiare è importante, non è più come una volta dove i genitori, se non avevi voglia di studiare ti mandavano a lavorare subito, però è anche vero che il mondo del lavoro richiede moltre altre capacità che non si imparano a scuola. Se vostro figlio/a non eccelle negli studi, non è detto che sia meno bravo poi quando si troverà ad affrontare il mondo del lavoro
  6. I nostri figli hanno tempi di maturazione diversi: cerchiamo di avere pazienza con loro e attendiamo con fiducia il momento in cui anche loro riusciranno a trovare la loro strada.

 

Spero che questi miei consigli vi siano di aiuto se anche voi state vivendo una situazione simile alla mia, oppure se ancora avete figli più piccoli e volete sapere “cosa potrebbe succedere” quando sarà il momento di decidere che scuola fare.

Care amiche grazie della vostra attenzione e vi aspetto la prossima settimana con un altro articolo!

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