LIFE

SINDROME DA RIENTRO

Quanto è (stato) duro il vostro rientro al lavoro da 1 a 10?

LA STAKANOVISTA: difficoltà da rientro 1

Per lei il lavoro è fonte di (inesauribile) gusto e ogni volta che rientra dalle ferie prova quasi un orgasmo di piacere al pensiero di dedicarsi alla sua attività preferita. Il suo è un lavoro fatto di incontri, pubbliche relazioni, incarichi di grande importanza e la sua massima aspirazione è dedicarsi anima e corpo ai suoi compiti in ufficio. Va da sè che anche quando va in vacanza (perchè poi ci va?) si porta dietro fogli, documenti da leggere e naturalmente il telefono, perchè-non-si-sa-mai che qualcuno in ufficio abbia bisogno di lei. La mattina, prima di andare in spiaggia, manda avanti la famiglia, perchè una telefonatina proprio non ce la fa a non farla, tanto per stare tranquilla che tutto vada bene. La sera, mentre è in intimità con lui (ma chi ha avuto il coraggio di prendersela una così?) e gli si struscia vicino, con un occhio guarda lui, con l’altro il foglio del bilancio che quando rientra dovrà essere approvato. I giorni in vacanza passano lenti, troppo lenti e riesce a convincere la famiglia a rientrare un giorno prima, tanto per rimettersi in pari con il lavoro e iniziare così una nuova stagione di successi lavorativi.

 

L’AMANTE DEL CAPO – Difficoltà da rientro 3

Ma cosa ci va a fare in ferie che tanto durante l’anno è più giorni via col capo che al lavoro? La scusa è la più vecchia del mondo: “Caro, il mio è un ruolo di responsabilità, devo andare via SOLO qualche giorno, ma giuro che quando torno sarò tutta per te!”. Però qualche volta le tocca andarci anche con tutta la family e lì son cazzi amari, perchè il capo spesso la chiama e lei ogni volta deve trovare mille scuse per rispondere. Il suo rientro al lavoro (chiamalo lavoro) è molto soft, ma è un pò scocciata, perchè dovrà disdire l’appuntamento per la manicure, visto che il suo capo, oltre il normale orario, le farà fare molti straordinari (soprattutto straordinari).

 

LA CROCEROSSINA – Difficoltà da rientro 5

Per lei il suo lavoro è una missione (per salvare chi?) e quindi, visto che si spende così tanto per il lavoro, ha bisogno di staccare la spina ogni tanto. Purtroppo le sue vacanze iniziano sempre un giorno dopo, perchè vuole finire di sistemare le ultime cose e non vuole rientrare con il lavoro che si è accumulato. Le sue colleghe l’adorano, perchè lei è sempre disponibile e quando hanno bisogno, lei non sa dire di no. Il posto dove andare in vacanza lo sceglie sempre la family, lei è una di poche pretese. Fa le valigie per tutti e quando arrivano a destinazione, non si dimentica mai di stendere la protezione solare (50 naturalmente) ai figli e di rimpinzarli con lauti pranzetti. La vacanza per lei, più che un riposo, è una maratona a preparare, disfare, pulire. Quando arriva il momento del rientro al lavoro è già stanca, ma guai a farlo pesare agli altri. Settembre, poi, è il mese in cui i figli vanno a comprare i libri e i quaderni per la scuola, in cui iniziano lo sport e lei non si farebbe ammazzare piuttosto che sottrarsi a questo dovere (un aiutino da parte del papà no?).

 

LA SUPERORGANIZZATA – Difficoltà da rientro 7

Non sarebbe lei se non prenotasse la vacanza un anno prima. Per fare la valigia ha preparato prima la lista delle cose da portarsi dietro, che spunta una volta messe in valigia. Durante la vacanza poi, la sua giornata è già tutta impostata:

  • ore 9: colazione
  • ore 10: in spiaggia
  • ore 13: pranzo
  • ore 14: penichella
  • ore 16: in spiaggia
  • ore 20: cena
  • ore 24: una sveltina con lui

La family è ormai rassegnata. A lei piace tenere tutto sotto controllo e il rientro deve essere esattamente come l’ha progettato, salvo poi prendere l’appuntamento con lo psicologo dopo un mese dal rientro al lavoro.

 

LA “NON-CE-LA-POSSO-FARE” / Difficoltà da rientro 10

Ti ricosci?: le ultime vacanze fatte neanche te le ricordi più, al lavoro regna il caos più totale e ti chiedi cosa vai a fare in vacanza che tanto quando torni la giostra ricomincia a girare sempre nello stesso modo. Nonostante tutto parti lo stesso. La vacanza naturalmente è bellissima, finalmente assapori di nuovo lo stare tutti assieme, orari e ritmi umani, paesaggi che non te ne vorresti più andare. Peccato che l’incanto finisce una volta ritornata alla normalità (non è che invece la vera normalità era quella di prima?) e si ricomincia con il riprendere tutto il lavoro arretrato, che tanto i colleghi c’hanno pensato bene di non farlo al posto tuo, la sveglia alle 7 (quando va bene), poi quando si torna a casa lavatrici, spesa, i figli che devono comprare libri e quaderni. Leggere, riposare, mangiare con calma, svegliarsi a un orario decente, è tutto un vago ricordo.

 

Non credo di sbagliare, se dico che il 90% di noi si ritrova in questa ultima descrizione. Sia che abbiamo staccato 7 giorni o 3 settimane, il rientro al lavoro è un trauma per tutte. Se abbiamo fatto solo una settimana di vacanza, è un trauma perchè avremmo avuto bisogno di più tempo per riposarci. Se siamo così fortunate da aver fatto 2-3 settimane di vacanza, è un trauma lo stesso perchè ci siamo abituate talmente bene a un modo di vivere così diverso dal solito, che riprendere i vecchi ritmi è un vero shock.

Come se ne esce?

Esiste solo un modo: abituarsi a sopravvivere al rientro. Penso non ci sia un altro modo.

Io come metodo di sopravvivenza comincio a pensare già alle prossime vacanze: guardo su internet booking (è un sito affidabile e a buon prezzo) e cerco di pianificare anche al lavoro le prossime date possibili per partire.

Ma soprattutto compro giornali in edicola che parlano di viaggi, inizio a sognare, lascio che la mente cominci già a vagare e a progettare. Quest’anno ho anche pensato di provare a prendermi con lui 1 weekend al mese, che non saranno ferie vere e proprie, però intanto ti aiutano a staccare la spina.

Insomma, anche facendo tutto questo il rientro al lavoro sarà sempre un trauma dopo le nostre (meritate) vacanze, ma almeno ci si prova ad ammortizzare un pò la batosta.

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