FAMILY

F COME FAMIGLIA – I COME IMPERFETTA

Siamo veramente sicure che la vacanza con la famiglia sia sempre come quella del “Mulino Bianco”?

 

 

Scena n.1 – Obiettivo: trovare un ristorante per la cena.

La family al completo è pronta a scegliere tra i tanti ristoranti che ci sono e passa in rassegna i menu fuori dai locali per confrontare i prezzi. Lui è già un metro avanti e fa cenno con la mano che ha trovato quello giusto. Peccato che l’unico tavolo disponibile sia nella parte fuori e guarda caso lei non ha preso su un maglione che protegga dalla temperatura che si è abbassata terminata la pioggia. Lui è pronto a darle il suo di maglione, ma lei vuole assolutamente trovare il ristorante perfetto e così tutta la family esce alla ricerca di un altro posto per rifocillarsi. Il ristoratore non conoscendo l’italiano, non riesce a capire perchè la bella famigliola se ne va dal suo locale, ma haimè, non riesce a trovare il modo di trattenerli. Lei pensa “di locali ce ne sono tanti, troveremo quello giusto”. Peccato che per ognuno di loro tre il posto giusto è diverso da quello degli altri. E così inizia la fase “convincimento”. Ognuno di loro cerca con tutti i mezzi possibili di convincere gli altri che il “suo” posto è quello migliore: uno è migliore per il prezzo, l’altro è migliore per la posizione panoramica, un altro ancora è migliore per il tipo di cibo che viene offerto. Inizia così la fase “esplosione”: la family inizia a discutere animatamente e i passanti guardano curiosi. Comincia un avanti e indietro dai vari locali che sono già stati passati in rassegna e finalmente la family – per sfinimento – decide dove andare a mangiare.

 

Scena n.2 – Obiettivo: prepararsi per uscire in spiaggia.

La family è riunita per la colazione. Una volta finita sono tutti pronti per uscire. Mi correggo: ognuno è pronto ad uscire a modo suo. Uno si chiude in bagno e tocca bussare diverse volte per capire se c’è ancora qualche forma di vita dentro. Un altro invece di preparasi pensa bene di controllare la posta elettronica. La sottoscritta, che fra tutti è quella più veloce a essere pronta per uscire, comincia a sbuffare e si mette a sedere rassegnata pensando “com’è difficile essere famiglia!”.

 

Quando sei a casa è più facile andare d’accordo, perchè io e mio marito siamo fuori al lavoro durante il giorno, Aurora adesso che è estate esce con le sue amiche e fa qualche lavoretto in casa. Se la vogliamo dire tutta, ci si ritrova veramente tutti assieme solo la sera. E qui è più facile barare, far credere a se stessi che si è famiglia anche se durante il giorno mi tocca prendere delle decisioni autonome che non sempre condivido con lui.

Non vedevo l’ora di partire per le ferie, ma non avevo messo in conto che questa convivenza 24 ore su 24 avrebbe messo a dura prova il nostro cercare di essere una famiglia unita, dove ognuno non pensa solo per sè, ma cerca il bene comune di tutti e tre.

Ma è proprio durante la vacanza che viene fuori il bello, ma anche il peggio di noi e di come anche scegliere in che ristorante andare sia una decisione complicata se ognuno pensa solo al meglio per sè, senza tenere conto – e ascoltare – delle esigenze degli altri componenti della famiglia.

E’ una bella fatica, perchè essere insieme tutto il giorno ti costringe a ridimensionare il tuo egoismo, a smettere di pensare a quello che vuoi solo tu, per iniziare a pensare a quello che fa bene per NOI.

Sto però scoprendo che è una fatica che dopo viene ricompensata dal sentirsi parte di un nucleo dove non solo tu pensi al tuo bene, ma anche gli altri della famiglia si preoccupano per te e quando tu non ce la fai perchè sei stanca, ci sono gli altri che ti sostengono.

Il bello, quando decidi che vuoi essere Famiglia – anche se imperfetta – è che tu magari ti fai il tuo film su come dovrebbero andare le cose e ti ritrovi invece catapultata in uno scenario nuovo, che tu da sola non avresti potuto costruire, ma che si è potuto realizzare proprio perchè c’è un NOI.

Un pò per abitudine, un pò per mancanza di tempo, finora quando trovavo un vestito che mi piaceva me lo compravo, però ho capito che così viene a mancare la condivisione e d’ora in poi voglio scegliere di tornare a comprarlo con mio marito, per chiedere consiglio anche a lui, per farlo partecipare a qualcosa che mi riguarda, ma che in fondo riguarda anche lui.

E’ che, siccome sono cresciuta con poca autostima in me stessa, in tutti questi anni ho lavorato molto su me stessa per dimostrare che ce la potevo fare anche da sola, ma questo mi ha portato a diventare anche un pò egocentrica. Beh, adesso che ho raggiunto il mio obiettivo, adesso che mi sento più sicura e più forte, posso abbandonare il mio modo di voler vedere le cose solo a modo mio, per lasciarmi coinvolgere anche da chi vive assieme a me.

Sono tante le cose che mi sta insegnando questa vacanza e anche se sono successi tante piccoli intoppi che l’hanno resa un pò complicata, ritorno a casa con una voglia nuova, o meglio con un impegno nuovo con me stessa: fare parte di una famiglia, anche se imperfetta come tutte le altre famiglie, dove sia il NOI a decidere e dove ci sia il desiderio sincero di cercare il bene per tutti noi che ne facciamo parte.

Essere Famiglia vuol dire accettare che l’altro è diverso da me, prendere le decisioni assieme, avere un progetto comune, sostenere l’altro quando è in difficoltà, perdonarsi=darsi un’altra possibilità quando si sbaglia, accettare che l’altro ha ritmi diversi dai nostri, ascoltare quello che l’altro ha da dire su di noi anche se non sempre è piacevole.

Questo è essere Famiglia.

Altrimenti si è solo tre single che vivono assieme.

Spero che il post vi sia piaciuto e ci vediamo MERCOLEDI 2 AGOSTO per un altro articolo!

 

 

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