JESUS

PREGARE PORTA ENORMI VANTAGGI

Da quanto tempo non preghiamo? Non è mai troppo tardi per ricominciare!

 

Mi sembra di vedere le vostre facce: la parola preghiera forse vi suscita un sentimento di noia, vi fa pensare che è solo perdere tempo, che con tutte le cose da fare in casa e al lavoro, proprio non riusciamo a ritagliarci anche lo spazio per la preghiera, casomai ne avessimo anche solo voglia.

E poi, siamo così sicuri che ci sia qualcuno che ci ascolta?

Sì, ne sono sicura, perchè ho fatto esperienza di come Dio mi ha aiutato a riscattarmi da un’infanzia da schifo e di come ha messo sulla mia strada le persone giuste che mi hanno aiutato a diventare la persona positiva che sono oggi.

La sfida di questo post è quello di avvicinarvi alla preghiera del “Padre Nostro” – se per caso ve ne siete allontanati – e di farvi capire meglio che significato hanno le parole di questa preghiera.

A COSA CI SERVE IL “PADRE NOSTRO”?

E’ già, perchè nessuno di noi ha voglia di perdere il nostro prezioso tempo e se ci pensiamo bene qualsiasi cosa facciamo durante la giornata è per portare un vantaggio alla nostra vita. Porto mia figlia a scuola la mattina perchè le voglio bene e perchè voglio proteggerla dai pericoli e io come mamma voglio stare tranquilla. Il vantaggio è quello di preservare la mia tranquillità e quella di mia figlia. Preparo la cena perchè voglio bene alla mia famiglia. Il vantaggio è quello di sentirmi soddisfatta nel mio ruolo di mamma e moglie.

  1. Il “Padre Nostro” serve a chiedere a Dio che esaudisca per noi qualcosa che ci sta a cuore: problemi nel lavoro, con i colleghi, problemi di salute in famiglia… chi non ne ha?
  2. Il “Padre Nostro” serve anche a chiedere a Dio che ci dia la forza necessaria per affrontare tutti i casini che la vita ci porta (evito di fare l’elenco perchè sarebbe troppo lungo!)

MA NON SI PUO’ PREGARE CON LE NOSTRE PAROLE, invece di recitare questa preghiera?

Certo che sì, la preghiera è innanzitutto un dialogo tra noi e Dio e ognuno può usare le parole che più gli pare, Dio mica si formalizza. Diciamo che se è da un pò che non parliamo con Lui, magari il “Padre Nostro” ci può aiutare a dire ciò che non siamo capaci con le sole nostre parole. Poi è una preghiera corta e questo aiuta.

UNICA CONDIZIONE INDISPENSABILE: Credere che Dio può davvero aiutarci, cioè avere fiducia in Lui

Non serve però aprire la bocca se prima non apriamo il nostro cuore e non si riesce ad aprirlo se non conosciamo il vero significato di ciò che stiamo per dire.

Anch’io, quando fino a qualche anno fa mi capitava di recitare il “Padre Nostro”, non capivo cosa stavo realmente dicendo, mi limitavo a una recita meccanica di parole e nulla di più. Poi, a seguito del mio percorso spirituale, mi è stato spiegato il vero significato e ora quando – qualche volta – lo recito, ho una consapevolezza totalmente diversa.

In questo post proverò a trasmettervi ciò che anch’io ho imparato e mi piace pensare che dopo averlo letto, ogni tanto anche voi userete questo modello di preghiera per chiedere e ringraziare, ricordandoci che è Gesù stesso che nel Vangelo ci insegna questa preghiera (Lc 11,1-4).

 

“Padre Nostro”

La preghiera è innanzitutto dialogo ed è rivolta a Qualcuno che crediamo essere un PADRE, che cioè ci ha generati. Pregare non è riflettere o monologare tra sè. La prova che è avvenuto un autentico incontro con Dio è data dal fatto di tornare alla nostra solita vita (con i suoi casini e imprevisti), ma più rinvigoriti, con la sensazione di una forza nuova. Per iniziare a recitare questa preghiera, si deve anche credere che Dio è un Padre che non solo ama tutti, ma che ama personalmente proprio me.

“Che sei nei cieli”

La preghiera non fa scomodare Dio a scendere sulla terra, ma fa salire noi presso Dio. Invocare Dio “nei cieli” equivale a ricordarci che la nostra vita qui sulla terra è breve – io però ci ci sto ancora bene – e che noi siamo destinati alla Terra del paradiso (sarà pur bello, ma facciamolo aspettare ancora).

“Sia santificato il tuo nome”

Prima di chiedere delle cose a Dio, si deve cercare che “venga santificato il Suo nome”, cioè ogni richiesta presuppone un ordine cronologico.

“Venga il tuo regno”

Ogni volta che annunciamo – come sto provando a fare anch’io – la Parola di Dio, in realtà stiamo preparando il “regno di Dio”. Esso deve venire, ma in qualche modo già c’è.

“Sia fatta la tua volontà”

La richiesta “sia fatta la tua volontà” si basa sull’idea che da soli non ce la possiamo fare a capire cosa è meglio per la nostra vita. Magari, da soli, facciamo delle scelte e alla lunga capiamo di aver completamente sbagliato bersaglio. Perciò meglio chiedere a Dio di realizzare Lui stesso la Sua volontà in noi, che poi significa credere che Lui sa meglio di me cosa mi fa bene e cosa no. Ho imparato sulla mia pelle che prima di prendere una decisione, ci prego sopra, perchè quando non l’ho fatto ho preso solo delle gran cantonate!

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”

Oh, finalmente arriva il momento che piace a tutti: chiedere delle cose . E’ come se dicessimo a Dio: “Ti ho santificato, ho chiesto che venga il tuo regno e che sia fatta la sua volontà, adesso è il momento di chiedere anche cose materiali!”. E’ inutile negarlo, siamo fatti di ciccia e finchè saremo su questa terra, abbiamo bisogno anche di cose: ok sfamarci, ok vestirci, ma abbiamo bisogno anche di trovare le soluzioni ai nostri problemi, di affrontare con più forza le difficoltà, di andare più d’accordo con la mia famiglia, con i miei colleghi al lavoro…insomma, ognuno di noi sa cosa chiedere. Facciamolo – vi garantisco che Lui vi ascolterà!

“Rimetti i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”

Dopo aver chiesto a Dio le cose necessarie per la nostra vita fisica e spirituale, si chiede di allontanare i mali che possono danneggiarci: il peccato e il Maligno. La parola “peccato” significa “sbagliare strada” e Dio vuole invece riportarci su quella giusta, imparando a fare le scelte giuste per la nostra vita. Usa anche il termine “nostri”, perchè quando sbagliamo strada, inevitabilmente danneggiamo anche gli altri, cioè il peccato non mai un affare solo privato. C’è poi un secondo significato: Dio perdona a noi le nostre colpe, se anche noi perdoniamo quelle che gli altri hanno commesso contro di noi. Più che perdonare, la prima che ci viene da fare contro chi ci fa del male è quella di dargli un cazzotto! Perdonare invece significa “dare un’altra possibilità”. Magari, la prossima volta che qualcuno ci fa incazzare e lo vorremmo mandare al quel paese, proviamo a chiederci se noi fossimo quella persona e se vorremmo che ci venisse data una seconda possibilità. Non sto mica dicendo che è facile, però…..

“Non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male”

Ah, le tentazioni, quando sono affascinanti! E come è difficile resistere! Ho imparato a riconoscere una tentazione: subito mi sembra bella, desiderabile, ma una volta ottenuta mi lascia una senso di vuoto e di tristezza. Proprio per questo ci viene detto di chiedere a Dio un aiuto, perchè Lui sa che da soli non ce la facciamo a resistere. Dio permette le tentazioni, perchè superandole possiamo diventare più forti, perciò non dobbiamo chiedere di esserne risparmiati, ma di uscirne vittoriosi.

 

Allora, vi ho convinto un almeno un pochino a ritornare a pregare, sapendo ora quali vantaggi può portare alla nostra vita? Se il tempo è poco, lo possiamo fare durante il tragitto casa-lavoro, mentre ci facciamo una doccia, prima di addormentarci la sera, insomma, se abbiamo compreso gli effetti positivi della preghiera, un momentino lo possiamo trovare e vi garantisco che vedrete la vostra vita cambiare in meglio, con meno ansia e più fiducia.

 

 

Comments (1)

  • Bravissima Lory articolo di molto spessore, purtroppo ci si dimentica di pregare lo si fa spesso solo nei momenti di bisogno ma Dio è con noi ogni giorno !
    Ti abbraccio

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