MYSELF

QUALI SONO LE PRIORITA’ DELLA VOSTRA VITA?

Ogni giorno (anche se non ce ne accorgiamo) decidiamo per cosa vale la pena vivere

 

Non vi ho ancora parlato del mio lavoro, quello che sono ritornata a fare dopo la mia “pausa di riflessione”. Mi occupo di salute e insieme a lui abbiamo aperto nel 2002 un Centro Audioprotesico, abilitato alla fornitura degli apparecchi acustici. Visto che (per fortuna) la sordità è un disturbo più frequente nelle persone anziane, la nostra clientela è formata prevalentemente da (simpatici) giovanotti della terza età. Questo per raccontarvi un episodio che mi è successo proprio l’altro giorno e che mi ha fatto poi riflettere: è venuta in Studio una nostra cliente del tipo “ho 70 anni ma ancora me la tiro come se ne avessi 30” e quando è entrata ho cercato di essere gentile come lo sono con tutti gli altri, ma con grande fatica, perchè finora a pelle mi ha sempre dato l’impressione di non starle un gran chè simpatica (non so se l’avete capito, ma preferisce essere visitata dal genere maschile). Di solito quando entra cerco di evitarla, ma l’altra mattina ero al frontoffice e ho dovuto affrontarla. Ho sfoderato il mio migliore sorriso e incredibilmente ha ricambiato, non ha tirato dritto come al solito. Poi, finita la visita, è successo una cosa incredibile, è venuta vicino a me e ha iniziato a parlarmi (direi meglio, a considerarmi parte dello Studio). Sono stata al gioco, divertita e sorpresa al tempo stesso. Poi, ad un certo punto, esce con questa frase: “Peccato, non posso più permettermi di mettere come lei le maniche corte” e mi fa vedere il suo braccio flaccido che tenta di coprire con le maniche lunghe. L’ho guardata meglio e ho visto in lei ancora una bella donna, chiaramente segnata dal passare del tempo. Ho visto anche in lei una persona rassegnata, che probabilmente da giovane andava fiera della sua bellezza e finchè ha potuto ne ha fatto il suo biglietto da visita con le persone che ha incontrato nella sua vita.

Beh, io di anni ne ho 44 e quando mi guardo allo specchio i segni del tempo iniziano a vedersi ed è vero che siamo spietati con noi stesse, davvero a volte siamo le nostre peggiori nemiche nel trovarci difetti che si vedono appena. Ma non è questo il punto: dopo questo episodio ho iniziato a pensare che la bellezza esteriore è effimera, davvero dura un battito di ciglia e poi ti ritrovi un bel giorno che il tempo te l’ha portata via.

Ho pensato che sono ancora in tempo per decidere cosa mettere al centro della mia vita (quelle per cui mi ammazzo di fatica ogni giorno): se la bellezza, il successo nel lavoro, una vita comoda, i soldi, il sentirsi accettati dagli altri. Oppure se dare un senso al mio alzarmi la mattina e impegnarmi per fare cose che il tempo non mi porterà mai via: vedere nel mio lavoro la possibilità di aiutare le persone a vivere meglio, coltivare la bellezza interiore (e chi se ne frega se ho qualche chilo in più), mostrarmi così come sono quando mi incontro con le amiche, pensare a come poter aiutare economicamente chi è meno fortunato di me, rapportarmi con una persona non per sentirmi accettata ma cercando di capire di cosa può avere avere bisogno (un abbraccio, una parola di conforto, ma anche un rimprovero se serve).

Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù

Colossesi 3,1

 

Gesù in questa frase ci consiglia anche Lui di cercare le cose che durano per sempre e che non appassiscono, ma che, anzi, crescono e migliorano con il tempo.

La società attorno a noi non ci facilita, perchè basta leggere un giornale di moda (sì, quelli che compro anch’io e che mi piacciono tanto) per vedere come la bellezza impera tra le pagine. Ma la fregatura è che ci vogliono far credere che esiste un solo tipo di bellezza e che esiste un solo tipo di taglia. Chi rientra in questa categoria si sente una dea, ma le altre comune mortali si sentono tagliate fuori completamente da questo girone dantesco che non lascia scampo “se non sei come loro”.

Beh, una cosa ve la dico: non possiamo cambiare la mentalità che impera attorno a noi, ma possiamo cambiare il nostro modo di vederci e di stimarci, di volerci bene comunque, e pensare che per noi andiamo bene così come siamo. Non è facile, ma non impossibile e chiedendo l’aiuto a Gesù, Lui ci può davvero aiutare a riuscirci.

E’ solo un cambio di prospettiva, ma può cambiare tutto il corso della nostra vita, di come la vogliamo vivere e di quali sono le nostre priorità.

 

Perchè altrimenti il rischio è di arrivare a 70 anni e accorgersi che tuto quello per cui abbiamo sudato, il tempo speso per le cose che ritenevamo essenziali per la nostra vita, tutto questo ci viene portato via e rischiamo di rimanere svuotate, con niente in mano, ma solo con l’amara certezza di avere fatto le scelte sbagliate e di non avere più il tempo per recuperare.

In questi giorni sento che mi viene chiesto di fare una scelta: decido di provare a diventare una donna di successo (ricevendo l’ ammirazione delle persone che mi stanno intorno, sentendo il potere nelle mie mani, credendo di potercela fare anche da sola) o sfrutto tutte le mie energie per provare a essere una donna che vuole stare nel Progetto che Dio ha su di me?

Tutte noi, anche se non ne siamo sempre consapevoli, ogni giorno siamo chiamate a fare delle – piccole grandi – scelte e la direzione che decidiamo di prendere può davvero cambiare la prospettiva con cui guardiamo la nostra vita. E la conseguenza di una scelta giusta porta con sè la FELICITA’, quella che andiamo tanto a cercare, ma che forse è più vicina di quello che immaginiamo.

Comments (1)

  • Hai scritto cose bellissime che condivido pienamente!!!
    Grande Lory mi piace molto leggerti
    Un bacio

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