MYSELF

IL PERCHE’ DI QUESTO MESE DI SILENZIO

Vi spiego quante cose sono cambiate nella mia vita in queste ultime settimane

 

A novembre 2015 mi sono iscritta al corso a Milano per imparare a gestire un blog e mi si è aperto un mondo nuovo. Avevo qualcosa da dire e volevo farlo utilizzando il web per raggiungere il maggior numero di persone possibile. Da autodidatta ho aperto il blog, ho imparato a impostare il menu principale, ho scritto le varie pagine di presentazione degli argomenti di cui avrei parlato e mi sono fatta aiutare quando proprio qualcosa non mi riusciva. Ho iniziato così in aprile 2016 a scrivere il mio primo post (che emozione!). Ho continuato a fare il mio lavoro di imprenditrice e intanto scrivevo il pomeriggio, quando Aurora veniva a casa da scuola e mentre lei faceva i compiti, io mi dedicavo al blog.

Nel frattempo, nel lavoro, sono subentrati molti problemi nella gestione del personale e mi sentivo stanca, volevo cambiare aria, sentirmi più rilassata, dedicarmi a qualcosa che mi facesse sentire più calma e in pace con me stessa. E’ cominciata a maturare quindi in me l’idea di dedicarmi al blog a tempo pieno, complice il fatto che mi sono confrontata con la vita di una blogger che seguo tuttora e che ha fatto del blog un lavoro vero e proprio. A luglio 2016 prendo la decisione: ci voglio provare anch’io. Comunicarlo a lui non è stato facile, anche perchè mi sentivo in colpa a lasciarlo da solo a condurre l’azienda. Si è comportato in modo fantastico e non so quanti avrebbero reagito in modo così altruista: mi ha detto che, pur con molto dispiacere per il fatto di perdere una socia con cui si è sempre trovato molto bene, voleva vedermi felice e se in questo momento per me era dedicarmi al blog, andava bene così.

Ho trascorso i mesi seguenti a chiudere tutte le pratiche che avevo sempre portato avanti io e le ho distribuite alle altre persone che lavoravano con me. Ho iniziato a dedicarmi al blog a tempo pieno in gennaio 2017. Mi sentivo come un vulcano in eruzione: avevo talmente tante idee da sviluppare, così tante cose da dire, che mi sembrava di non riuscire a scrivere tutto quello che mi passava per la testa. Mi ero data un anno di tempo per vedere se il mio blog poteva avere successo ed ero pronta ad affrontare il rischio, non mi spaventava l’idea di mettermi in gioco, in fondo l’avevo già fatto quando ho aperto con lui la nostra azienda e so che se vuoi ottenere qualcosa nella vita devi rischiare e buttarti.

Ma questi mesi non sono andati esattamente come me li ero immaginati. La blogger che seguo (dopo sette anni, sette) è spesso in giro per il mondo per il suo lavoro, la contattano importanti brand per pubblicizzare i loro prodotti, viene chiamata ad eventi importanti su cui poi lei scrive i post che pubblica nel blog. Avevo messo in preventivo che per ottenere un pò di visibilità e fare del blog il proprio lavoro, ci sarebbe voluto un pò di tempo, ma non avevo fatto i conti con la routine di tutti i giorni. Perchè è vero che il lavoro del blog è fatto anche di eventi a cui vieni chiamata, viaggi che ti vengono offerti, ma come in tutti i lavori, c’è un “dietro le quinte” che nel blog non traspare e che (forse) nessuno racconta.

La mia routine, in questi mesi è stata questa: mi alzavo la mattina ma senza la voglia di vestirmi bene come quando lavoravo in azienda, perchè sapevo che non avevo più il ruolo di datore di lavoro e che non dovevo più mettermi in relazione con altre persone. Poi accompagnavo Aurora a scuola e andavo in un bar a scrivere. Anche se non parlavo con nessuno, vedere persone attorno a me mi faceva sentire meno sola. Guardavo la posta elettronica, scrivevo i post, gestivo facebook e instagram, il tutto sempre solo io e il computer. Man mano che passavano le settimane, capivo sempre di più che un (eventuale) successo sarebbe stato il frutto di lunghi mesi in cui la routine sarebbe stata la stessa ogni giorno, mesi in cui nessuno ti avrebbe notato e l’unico piacere sarebbe stato quello di scrivere e avere qualcosa da dire a chi ti legge.

Mi sono cominciate a mancare cose che quando lavoravo in azienda davo per scontato (e a volte avevo anche provato fastidio) ma che ora mi mancavano terribilmente: avere persone da guardare negli occhi, parlare con qualcuno che fosse reale e non solo in maniera virtuale come mi “obbligava” a fare il mio lavoro di blogger. Ma la cosa che mi è mancata più di tutte è lavorare con lui: poche coppie riescono anche a lavorare assieme senza discutere, ma nel nostro caso non abbiamo mai veramente litigato nel lavoro. E’ vero che avevamo a volte punti di vista diversi, ma siamo sempre riusciti a trovare insieme una soluzione e vi giuro che abbiamo discusso più spesso a casa come marito e moglie, che come soci in azienda!

A metà aprile ho chiesto a lui di tornare a lavorare assieme. Ho capito che scrivere è una mia passione ma che non potrei mai fare il lavoro della blogger a tempo pieno. Ho anche pensato di chiudere il blog perchè da perfezionista quale sono io, o una cosa la faccio bene al 100% o preferisco non farla. Poi, però, parlando con lui, mi ha fatto capire che se il blog può proseguire come hobby, non importa quanti followers ho, conta il fatto che scrive mi rende felice, quindi perchè non continuare a farlo?

Questo mese di silenzio mi è servito per chiedermi cosa volevo veramente, per fare il punto della situazione, per capire in che direzione andare. Ho capito che un anno fa ho avuto un momento di stanchezza (succede), ho voluto provare una strada nuova e sono ritornata in quella vecchia, ma con una nuova consapevolezza, amando di più le cose che faccio, soprattutto le cose che tempo fa mi davano fastidio e che ora apprezzo enormemente.

Ho ritrovato il mio equilibrio e sono più felice dopo questa pausa di riflessione. Ho capito cosa voglio fare e dove voglio andare. Ho capito che il mio bisogno di perfezione era solo il bisogno di colmare le mie insicurezze e che (pur con modalità diverse) posso avere entreambe le cose: il mio lavoro in azienda e il blog.

Allora rieccomi qua, a scrivere di nuovo, avendo come unico fine il mio piacere di scrivere e di comunicare qualcosa di me a voi. Non so se avete notato il sottotitolo, ma è cambiato, ora è: “Seguire Gesù col tacco 12”. Ho voluto dare una veste nuova al mio blog e dare più spazio alla spiritualità, che per me è una parte importante della mia vita, ma lo voglio fare con ironia, senza la presunzione di dimostrare conoscenze che non possiedo. I miei post saranno uguali a prima, solo aggiungerò qualcosa in più.

Spero vi faccia piacere questo mio nuovo cambiamento e spero di sentirvi presto attraverso i vostri commenti! Un abbraccio a tutte.

 

 

Comments (5)

  • Ben tornata!!!!

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  • Ah, ecco dov’eri finita! spesso incontriamo degli incroci e altrettanto spesso non sappiamo scegliere quale via percorrere. Si prova. Sperando sia quella giusta. E se invece è quella sbagliata … la si cambia!!! buon ri inizio!

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  • Sono felice che tu ci sia ancora… Mi sei mancata e spero ritornerai a parlare di mente e cuore con la tua solita lucidità. Con affetto.A presto

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  • La felicità sta nel conoscere i propri limiti ed amarli.(Roland Barthes)Mi sei mancata.l’importante che tu abbia ritrovato il tuo benessere..un abbraccio Renata.

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  • Come vedi ti ho letto un po in ritardo sempre per troppi impegni ma nel frattempo ci eravamo viste e sapevo del tuo rientro in azienda….era normale…troppo bello e stimolante il nostro lavoro…complimenti per la tua determinazione !
    Ti abbraccio

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