FAMILY

LE OMBRE DELLA MATERNITA’

Siamo sicure che la maternità sia sempre una strada in discesa senza avere mai ripensamenti?

 

Ci è stato inculcato che la maternità è una cosa meravigliosa – e lo è – che anche se il parto è talmente lungo e doloroso che ti sembra di morire e vorresti uccidere tutti quelli che sono lì con te, poi quando vedi tuo figlio e lo stringi fra le tue braccia dimentichi (immediatamente) tutto e provi una felicità senza eguali. Ci siamo illuse che una volta nato avremmo trovato – anche con l’aiuto dei migliori manuali sull’infanzia – magicamente la soluzione a tutti i suoi problemi di crescita, che il nostro istinto materno si sarebbe fatto sentire per farci capire la cosa giusta da fare al momento giusto.

Ma nessuno ci ha mai detto che sarebbe arrivato un giorno – spero di non essere l’unica – in cui pensi che forse forse la tua vita poteva andare bene lo stesso anche senza figli. Chiariamo subito una cosa: adoro Aurora e l’ho voluta fortissimamente, soprattutto quando pensavo di non poterne avere. Allora – vi chiederete – perchè dico una cosa che sembra essere in contraddizione con la seconda? Perchè è un periodo di fatica, come vi ho già detto nell’articolo precedente e si sa che la fatica è capace di spegnere anche il più grande degli entusiasmi. Sto vivendo un periodo difficile per vari problemi personali e sta capitando che a questi problemi si aggiunga anche la preoccupazione dell’andamento scolastico di Aurora. Pur essendo una ragazzina molto intelligente e matura per la sua età, a scuola fa fatica ad ingranare e i professori ci hanno chiamato all’appello diverse volte quest’anno scolastico per aiutarla a non rimanere indietro con lo studio. Io, ve lo confesso, l’ho presa malissimo. Lo so che fra dieci anni – o forse anche prima – ci riderò sopra, ma adesso la cosa mi dispiace e mi preoccupa, perchè ci tengo al suo futuro. Questo per dirvi che, un giorno in cui ero particolarmente depressa per gli altri problemi che sto affrontando, ho proprio pensato: “Se non avessi avuto figli starei meglio oggi” (tradotto: se non avessi figli, oggi avrei un problema in meno da risolvere) e mi sono sentita subito IN COLPA solo per il fatto di averlo pensato. Mi sono sentita in colpa, perchè nell’universo femminile non è contemplato il non desiderare di avere figli o di non sentirsi pronti per averne. Nell’immaginario collettivo, maschile e femminile, siamo tutti portati per allevare bambini.

Ma non è la realtà.

Nella realtà ci sono anche mamme che soffrono di depressione post-parto, ci sono donne che non desiderano affatto figli, ci sono altre che si sentono realizzate nel loro lavoro ed è lì che preferiscono spendere tutte le loro energie. Nella realtà ci sono anche donne che – come me – hanno desiderato tanto un figlio ma a metà del cammino sentono la fatica di dargli un’educazione e vorrebbero – anche solo per un minuto – tornare indietro, riavvolgere il disco e continuare da sole.

Smettiamola quindi di sentirci in colpa se questo pensiero ci attraversa, è normale provare amore ma anche odio per la stessa persona in momenti diversi.

In noi non esiste solo il bianco o il nero, ma siamo entrambe le cose.

Solo che questo non ce l’hanno insegnato, ci hanno invece detto che deve esistere solo il bianco, altrimenti vuol dire che siamo cattive madri.

Io, in questo momento, non mi sento nè buona nè cattiva, mi sento solo una persona che sta provando a fare del suo meglio.

Penso che questo passi più dei tanti  insegnamenti da manuale che ci vorrebbero tutti buoni e bravi genitori. Io credo che i figli non vogliano genitori perfetti, ma genitori VERI, che a volte pure loro sbagliano e che se c’è bisogno sono capaci di chiedere scusa. E’ così che mi sento, perchè ammetto che ci sono mamme migliori di me, che seguono tutti i giorni i figli nello studio – io proprio non ci riesco – che si ricordano di preparare la merenda per la scuola – io il più delle volte me la dimentico – che si alzano puntuali la mattina per preparare la colazione – io mi alzo all’ultimo minuto e preparo tutto di corsa e qualche volta è successo che faccio fare colazione ad Aurora in macchina mentre andiamo a scuola. Riconosco i miei limiti di mamma-imperfetta, ma sono felice che Aurora mi apprezzi lo stesso e un giorno mi ha detto: “Mamma, non ti preoccupare, vai bene così come sei, ti voglio bene lo stesso, per me sei la mamma migliore del mondo”. Personalmente non mi sono mai state molto simpatiche quelle mamme che voglio essere super-perfettine, le trovo davvero noiose (e finte), preferisco di gran lunga quelle mamme un pò scombinate che cercano di fare del proprio meglio e che sanno che essere genitori vuol dire che: “Come fai, sbagli”.

E’ vero che crescere vuol dire diventare anche un pò più saggi e devo dire che oggi, rispetto al passato, sono molto più aperta mentalmente e sono fermamente convinta che una donna non abbia necessariamente bisogno di essere madre per sentirsi felice. E credo anche che non si debba cercare un figlio solo per la propria felicità, perchè prima o poi se ne andrà di casa e se una donna lo cerca per colmare un vuoto personale andrà poi in crisi. Credo infine che non dobbiamo spaventarci dei nostri sentimenti, anche di quelli negativi, perchè siamo umani, e provare risentimento o rabbia verso i propri figli è perfettamente normale in certi periodi della nostra vita.

Quindi…

mamme anche no

mamme sì

ma mamme VERE.

 

 

Comments (2)

  • .Che verita’ “le ombre della maternia’”. Sono una quarantenne. Ho partorito da tre mesi,una splendida bimba. Purtoppo il rapporto col papa’ sta diventando frustante. Mi chiedo se ho fatto bene ,mi manca la mia vita prima della maternita’ . E’ durisimma ma non vivrei piu’ senza la mia piccola.

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    • Purtroppo quando si parla di maternità aleggia un finto alone di pura felicità, per cui si ci sente “obbligate” ad essere contente, come se non ci fossero problemi da superare e come se venisse naturale essere mamma e sapersi come comportare in qualsiasi situazione.
      La verità invece è che nessuno nasce imparato e che per quanto adoriamo la nostra creatura, è normale provare anche il desiderio di ritornare alla nostra vita di prima. Non devi sentirti in colpa per questo e anche se nessuno te lo dirà mai in faccia, è perfettamente normale!
      E’ anche normale che con il tuo compagno/marito siano venuti fuori dei problemi che prima sembrava non esistessero, perchè, a differenza di quello che crediamo, un figlio divide un pò la coppia e se già c’erano dei problemi prima, adesso vengono accentuati tantissimo.
      Come venirne fuori, visto che comunque non puoi (e in fondo non vuoi) più tornare alla vita di prima? La soluzione è darti il tempo di accettare la trasformazione della tua nuova vita, il fatto che tu sei cambiata, anche lui è cambiato e dovete trovare – insieme – un modo nuovo di essere coppia e famiglia.
      Mi sento anche di dirti che se non ce la fai, può essere utile un percorso di psicoterapia, da sola o in coppia se lui è d’accordo.
      Anch’io, quando Aurora era piccola, ho affrontato mesi di difficoltà con mio marito, che con un pò di pazienza abbiamo superato.
      Non temere, li supererai anche tu!
      Un abbraccio

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