LIFE

UNA GIORNATA QUALUNQUE CHE TUTTE NOI POSSIAMO VIVERE

Come trasformare una normale routine in una giornata diversa

 

Ci sembra di fare le stesse cose ogni giorno, quasi avessimo il “pilota automatico”: ci alziamo da letto in fretta già stanche della giornata che ci aspetta, prepariamo i figli, ingurgitiamo un caffè veloce, indossiamo la prima cosa che troviamo nell’armadio, portiamo a scuola i figli, andiamo al lavoro dove non ci sentiamo apprezzate per quello che facciamo, torniamo a casa la sera con la sensazione di aver perso un pezzo di noi stesse non so dove, facciamo la spesa, prepariamo una cena che riempie lo stomaco ma non il cuore, mettiamo a letto i figli, andiamo a letto anche noi perchè davvero abbiamo finito tutte le nostre energie e non riusciamo nemmeno riuscire a guardare in faccia lui e scambiarsi due parole. Due.

E tutti i giorni lo stesso copione si ripete, incapaci di pensare che esiste la possibilità di cambiare le cose. E se invece di subire la nostra vita, decidessimo di prenderla in mano e decidere noi come vivere la nostra giornata? Cambiare è difficile, ma non impossibile.

 

ORE 6.30 / Una sveglia con pensieri nuovi

“Uffa, un’altra giornata di lavoro uguale alle altre. Le solite cose da fare. Il capo che non vede l’ora di riprendermi quando sbaglio. I colleghi che ti pugnalano alle spalle.”

E’ inutile girarci intorno: certe cose (e persone) non si possono cambiare. Vorremmo un lavoro diverso, colleghi diversi, ma abbiamo scelto di rimanere perchè ci sono le bollette da pagare e il lavoro che abbiamo in questo momento ci permette di mantenere la nostra famiglia. In questi ultimi anni ho capito che le situazioni non si possono cambiare, ma il nostro atteggiamento verso le cose sì. Cambiare il nostro atteggiamento ci dà la piacevole senzazione (e la certezza) che non siamo più in balia di quello che accade, ma che siamo protagoniste della nostra vita, che decidiamo noi come vivere la giornata. Non esiste un giorno uguale all’altro, siamo noi che lo vediamo così e di conseguenza le cose che succedono confermano il nostro modo di vederle. Ogni giorno porta con sè qualcosa di nuovo se riusciamo a guardarlo con occhi nuovi. L’ho sperimentato io per prima e se ci sono riuscita io ci potete riuscire anche voi.

ORE 6.45 / Una ricca colazione per rendere al        massimo durante la giornata

“Ho lo stomaco chiuso dalle preoccupazioni, mi concedo solo un caffè”

Quando la nostra mente è presa dai problemi, è facile che anche il momento della colazione diventi qualcosa da fare in fretta e di mandare giù il cibo senza gustarlo veramente. In questo periodo sto affrontando diverse preoccupazioni: la salute di mia mamma e alcuni problemi con la scuola di Aurora. Anche voi avrete le vostre. Chi non ne ha? Però sto realizzando che le preoccupazioni non si depositano dentro di noi se non siamo noi a permetterlo. Un conto è affrontare i problemi della giornata, un conto è lasciare che i problemi si depositino nello stomanco pesanti come pietre. In realtà sto cominciando a capire che se mi prendo cura di me stessa, poi anche i problemi li affronto meglio. E allora è importante fare una colazione sostanziosa, concedersi la possibilità di dare al nostro corpo il giusto nutrimento. Ho notato che se inizio bene la mattina, poi sono anche più positiva durante la giornata. Con il tempo mi sono fatta furba: preparo tutto la sera prima, così la mattina sto cinque minuti in più a letto. Oppure mi concedo una bella colazione al bar, che non c’è nulla che mi metta più di buon umore e se riesco mi leggo anche solo una pagina del mio giornale di moda preferito. Piccole gioie, che però aiutano a iniziare la giornata con il piede giusto.

ORE 7.00 / Non è vero che “l’abito non fa il monaco”

“Mi vesto con i soliti vestiti di ieri, devo solo andare a lavorare, mica a una festa”

Anch’io una volta la pensavo così. Però poi ho capito che quello che indossiamo fa capire agli altri (e a noi stesse) chi vogliamo essere, che posto vogliamo occupare nel mondo. Le persone, prima di vedere come siamo dentro, vedono quello che siamo fuori e si fanno un’idea di noi, di quale messagio vogliamo trasmettere. Un vestito non serve solo per coprire il nostro corpo, ma anche per valorizzare la nostra personalità, che soprattutto nell’ambiente di lavoro serve molto. Se vogliamo chiedere al nostro capo un aumento di stipendio, fa la differenza se glielo chiediamo in maglietta, jeans e scarpe da ginnastica, oppure con una camicia, jeans e scarpe con un pò di tacco. Fa la differenza, perchè il secondo modo di proporsi lancia un messaggio a chi ci sta di fronte, che siamo cioè persone che hanno grinta e che sono determinate a ottenerlo l’aumento di stipendio. Non dico di curare il nostro aspetto solo per lanciare un messaggio all’esterno, ma facciamolo anche perchè fa sentire noi diverse, perchè cambiare il nostro modo di vestire può farci sentire persone con più grinta, pronte a prendere il meglio dalla vita. Io l’ho provato ed è veramente così. Quando invece esco con un’amica tendo a vestirmi in modo casual, perchè l’amica mi conosce, non ho bisogno di mandarle nessun messaggio esterno, ma quando devo incontrare una persona da cui voglio ottenere considerazione (come nel lavoro), tendo a curare il mio modo di vestire. E funziona.

ORE 7.15 / Lo specchio non è un nemico da cui fuggire

“Faccio fatica a guardarmi allo specchio, quello che vedo non mi piace. Guarda questa ruga, ieri non c’era. Non mi trucco, tanto chi vuoi che mi guardi?”

Facciamo fatica a guardarci allo specchio con il viso “acqua e sapone”, perchè attorno a noi, soprattutto nei giornali, siamo invase da una bellezza artificiale, che viene fatta passare per naturale. In realtà, dietro a quel bel viso, ci sono ore di trucco. La vera bellezza nasce da dentro e si esprime all’esterno attraverso il nostro modo di sorridere, attraverso la nostra espressione, attraverso il nostro modo di sentirci sicure di noi stesse. Se siamo felici, anche il nostro viso lo dimostrerà. Per quanto mi riguarda, le rughe iniziano a esserci e al primo sguardo anch’io vorrei eliminarle, poi ricordo a me stessa che ogni ruga mi richiama alla memoria tutti i traguardi positivi che ho raggiunto finora nella mia vita e allora allo specchio non vedo più un viso dove inizia a vedersi il passare degli anni, ma un’immagine di me stessa che ha attraversato prove e difficoltà e che ne è uscita più forte e positiva di prima. Non vi nascondo, comunque, che a me un pò di trucco piace, mi sembra che mi valorizzi. Il trucco, quando lo usiamo, deve servire a mettere in risalto la nostra personalità, non a mascherare i nostri difetti. La mattina il tempo è poco, ma basta anche solo un pò di matita negli occhi, mascara e rossetto per sentirsi a posto. Forse nessuno ci guarderà o noterà la differenza, ma la noteremo noi e questo basta. Facciamolo prima di tutto per noi, non solo per piacere agli altri.

ORE 8.30 – 12.30 / Lavorare oggi non ci stanca, anzi, quasi quasi ci piace

“Il mio lavoro è noioso. Vorrei fare carriera, ma non mi sento sicura delle mie capacità”.

Facciamo lo stesso lavoro da tanti anni, ormai lo conosciamo bene. Questo ci rende sicure di noi stesse, ma la paghiamo in termini di soddisfazione personale. Per uscirne non dovete per forza fare come me che ho mollato il mio lavoro di prima, per buttarmi in questa nuova avventura del blog. Se il vostro lavoro tutto sommato vi piace e vi garantisce un buon stipendio, può bastare cercare di farlo al meglio come se lo faceste per la prima volta e guardare le persone attorno a voi (clienti, colleghi) come se li vedeste per la prima volta. Non facile, lo so, ma con un pò di sforzo ci si riesce. Probabilmente anche gli altri vi guarderanno con occhi nuovi, vedendovi vestite in modo diverso dal solito. Provate e vedete che reazione ottenete. Un’altra soluzione alla noia nel lavoro, è proporvi per incarichi di maggiore responsabilità. Finora avete sempre usato l’alibi che non ne avete le capacità, ma vi garantisco che l’unico giudizio negativo parte da voi stesse. Preferiamo morire dalla noia della nostra routine lavorativa, piuttosto che rischiare di provare un pò di adrenalina facendo cose nuove, che metterebbero in luce abilità che neanche ci rendiamo conto di avere. Se vogliamo vivere la vita in modo diverso, dobbiamo accettare di metterci in gioco.

ORE 13 / A pranzo con chi amiamo: noi stesse

“Non ho voglia di pranzare con i colleghi, ma ormai è diventata un’abitudine e non riesco a dire di no.”

A meno che non ci sia un ottimo rapporto con i colleghi, è pericoloso andare a pranzo con loro, sia perchè si rischia di rivelare notizie personali che potrebbero essere usate contro di noi e sia perchè anche in pausa si tende a parlare di lavoro, quindi non aiuta a “staccare la spina” e rilassarci. Inventiamo una scusa qualsiasi per defilarci da una cosa che non ci piace più e proviamo ad andare a pranzo da sole in un centro commerciale, dove possiamo leggere il nostro giornale preferito e dopo andare a vedere le vetrine, trovando magari quell’abito adatto anche al lavoro che ci fa sentire più sicure e dentro all’immagine che vogliamo dare ai colleghi. In alternativa, ci possiamo organizzare per pranzare con un’amica, se per combinazione lavora vicino a dove lavoriamo noi e se ha lo stesso orario di pausa.

ORE 18 / E’ ora di cambiare “le carte in tavola” anche in famiglia

“Finalmente fuori dal lavoro! Ma no, non è finita, devo fare la spesa e cucinare per tutti. Che stress.”

Fino a poco tempo fa anch’io pensavo che toccasse tutto a me, perchè mi trovavo la scusa che lui torna più tardi di me a casa dal lavoro. Poi ho deciso di cambiare registro e vi assicuro che la sera è diventato il momento più bello della giornata, che riesco a vivere con zero stress e anzi, a dirla tutta me lo gusto proprio. Serata tipo: io e lui ci troviamo a casa la sera, facciamo la spesa insieme per la cena, andiamo a casa e magari ci beviamo un bitter come aperitivo, accendiamo la musica e iniziamo a preparare insieme, raccontandoci la giornata e provando a scherzare anche se è successo qualcosa che ci ha fatto arrabbiare, intanto Aurora apparecchia la tavola – così anche lei contribuisce ad aiutarci – e finalmente siamo pronti per cenare (con la tv spenta, please). Poi, dopo cena, io e lui capita che ci concediamo una bella doccia a lume di candela e poi vabbè, o ci mettiamo sul divano a leggere ognuno per conto proprio, o guardiamo un film tutti assieme. Da quando ho deciso che non dovevo per forza fare tutto io, le cose in famiglia vanno decisamente meglio, non solo per me, ma per tutti, perchè prima il rito della cena era solo un’altra lista di cose da portare a termine, adesso invece è un momento di festa per tutta la famiglia.

 

 

 

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