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FIGLI: “CRESCERLI SENZA EDUCARLI” – parte 2

Come possiamo aiutare nostro figlio a trovare la sua strada nel mondo

Care lettrici, continuiamo a leggere cosa ci consiglia il medico-psichiatra-psicoterapeuta Raffaele Morelli nel suo libro “Crescerli senza educarli” a proposito dell’educazione dei figli:

SEGUI SOLO IL TUO DESTINO

“Cosa dicono gli insegnanti dei nostri figli? “E’ intelligente ma potrebbe fare di più…” E noi genitori ci convinciamo anche che hanno ragione. Ma se i bambini non studiano di più, è perchè non amano ingurgitare le nozioni. L’anima si sviluppa più mettendo in scena la sua unicità che leggendo libri. Maturare porta a trovare i propri libri, i propri incontri, le persone di cui ha bisogno, i mentori che ci guideranno. Gli insegnanti abitano il sapere razionale, che è solo la superficie della coscienza. Sono le persone meno adatte a formulare una previsione sul futuro dei nostri figli. Come il seme ha bisogno del suo tempo, anche nostro figlio ha diritto di dettare ritmi e modi della propria crescita. Ha bisogno di un nutrimento tutto suo per evolversi.”

La nostra attenzione è focalizzata sui modelli educativi, grazie ai quali speriamo di dare ai nostri figli un futuro tranquillo e perdiamo di vista il fatto che ogni bambino è portatore di un destino unico. Lo sguardo che rivolgiamo ai nostri figli è esterno, preoccupato che corrispondano a un modello: lo studente modello, l’atleta da primato, il personaggio di moda, il professionista di successo… Non vediamo che dentro ogni bambino c’è un’identità innata, nascosta, che lo sta guidando? Non si tratta di inserirlo nel mondo, ma di aiutarlo a trovare la sua natura, come cita Gibran:

I vostri figli non sono figli vostri. Sono figli della sete ardente che la vita ha di se stessa. Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi e benchè vivano con voi non vi appartengono. Potete donare loro l’amore ma non i vostri pensieri, poichè essi hanno i loro pensieri. Potete offrire rifuglio ai loro corpi ma non alle loro anime, poichè esse abitano la casa del domani, che a voi non sarà concesso di visitare. Potete tentare di essere simili a loro, ma non cercate di farli simili a voi, poichè la vita va avanti e non s’attarda sul passato. Voi siete gli archi da i figli, come frecce viventi, vengono scoccati in avanti.

 

“A volte i bambini sembrano incostanti, invece stanno provando molte strade, cercare quella che fa per loro: così sono nate persone che hanno cambiato il mondo. Non tutte le vocazioni portano a diventare un artista di successo, ma ogni bambino è portato per qualcosa. Così l’educazione si capovolge: non è più centrata su obiettivi da raggiungere. Non è più importante se si comporta bene, se segue il programma scolastico, se dice bene le poesie a memoria. Non è più incentrata su compiti e punizioni, ma sul talento personale. Una buona educazione punta all’unicità e ha occhi per vederla. Il resto è solo adattamento. Se avete in casa un poeta, non importa se vince i concorsi letterari, ma se smette di scrivere poesie per fare il bancario.

 

SFATIAMO I LUOGHI COMUNI

“”Vai avanti così e vedrai che fine farai!” Diciamo ai figli cose già vecchie mentre le pronunciamo, già sentite, già dette e ridette. Uno scrittore molto famose raccontava delle sue difficoltà scolastiche, delle incazzature che prendeva dai suoi genitori ogni giorno. Possibile che uno che sarebbe diventato un grande scrittore rifiutasse di fare i temi? Lui li voleva scrivere a modo suo. Era speciale, ma gli insegnanti non lo capivano.”

“Io sto facendo la vita per cui sono portato?” Se sì, non importa quanto stai con tuo figlio. Se segui la tua natura, stai insegnando a tuo figlio che la vita vale la pena di essere vissuta solo se realizziamo la nostra vocazione, la nostra passione.”

“”Sto guardando davvero mio figlio? O lo vedo con gli occhi degli altri, dei professori, della realtà comune?” Se lo sguardo è sempre più libero dal pensiero omologato, l’educazione diventa la cosa più semplice, naturale e spontanea che esista.”

“NON E’ VERO CHE CON I FIGLI OCCORRE EVITARE LO SCONTRO: facciamo di tutto per accontentarli e quando non ci riusciamo o si ribellano non siamo pronti a gestire la loro ostilità. Il conflitto generazionale esiste, è nell’ordine naturale delle cose che i figli tentino di abbattere i modelli di chi li hanno preceduti.”

“LE DIVERGENZE SERVONO E L’AMORE RESTA: i figli hanno bisogno delle nostre regole, ferme, decise, chiare, le dobbiamo dare. Non le accettano? Dobbiamo mettere in conto i passaggi della crescita che passa anche attraverso il rifiuto di obbedire. E se i toni qualche volta diventano accesi, non ci spaventiamo, stanno prendendo le misure delle loro forze.”

 

IL TALENTO E’ L’UNICA VIA

“A noi piace una scuola dove ciascuno impari di tutto un pò, dalla matematica al latino, dalla letteratura alla poesia. “Fai il bravo bambino, comportati bene” sono i messaggi che abitano il cuore del genitore. Ma se diventiamo esseri che si adeguano, che diventiamo come tutti gli altri, finiremo per mancare il nostro destino, che è unico. Il problema non è se mio figlio si comporta da bravo scolaro, ma se sta esprimendo la sua natura. Il vero fine educativo è estrarre l’UNICITA’ dai nostri figli, il loro talento. Ogni bambino è portato per qualcosa e se non segue il suo destino vivrà una vita di disagi, di insoddisfazione. Non importa il lavoro che farà, ma deve seguire le sue predisposizioni, le sue vocazioni, anche se si tratta di professioni apparentemente mediocri. Chiedersi “Per cosa è portato mio figlio?” è diverso dal chiedersi se è un bravo scolaro.”

“Due principi devono guidare i genitori: NIENTE ASPETTATIVE e SAPER ATTENDERE. Se non mi aspetto nulla da mio figlio, sarà più facile che trovi la sua strada. Se so attendere il frutto maturerà e lo porterà a fare ciò per cui è portato. Non deve cercare una strada, ma la sua strada. Non deve cercare un lavoro, ma il suo lavoro.”

“A volte pensiamo che nostro figlio sia speciale, il migliore e lo facciamo capire con il comportamento: lo accompagniamo e riportiamo a casa anche nei minimi spostamenti in macchina, così non prende freddo, quasi fosse una reliquia da proteggere. E quando lo difendiamo dagli insegnanti che non sono comprensivi, dai compagni che non sono gentili, quando lo giustifichiamo sempre e comunque. Non ci accorgiamo che stravedere per i figli si creano dei disadattati che da grandi non sapranno camminare con le loro gambe. Tuo figlio è speciale…come tutti gli altri. Non ha bisogno di cure e protezioni particolari. Può, anzi deve, bagnarsi, sopportare un pò di fame, affrontare delusioni e difficoltà commisurate alla sua età, imparare a rapportarsi con insegnanti e compagni. E lasciamogli l’orgoglio di sentire che può farcela anche da solo.”

 

CONCLUSIONI

Mi ha fatto piacere condividere con voi mamme alcune parti di questo libro che si può anche contestare, rifiutare, giudicare, ma che sicuramente fa riflettere e leggendolo viene da chiedersi se quando proviamo a educare i nostri figli li vogliamo “a nostra immagine e somiglianza” o vogliamo invece aiutarli a diventare ciò per cui sono nati. Io penso che libri come questo siano comunque utili per rivedere il modo di educare che adottiamo con i nostri figli e se riusciremo a mettere in pratica anche solo uno dei tanti consigli che abbiamo appena letto, allora ne sarà valsa la pena.

 

 

 

 

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