FAMILY

FIGLI: “CRESCERLI SENZA EDUCARLI” – parte 1

Le antiregole per avere figli felici

 

Chi come me si ritrova nel difficile compito di educare i propri figli, sa quanto sia complicato prendere decisioni e adottare comportamenti adeguati che siano utili alla loro crescita.

Ultimamente mi è capitato fra le mani il libro “Crescerli senza educarli” del medico-psichiatra-psicoterapeuta Raffaele Morelli e l’ho comprato perchè non è il solito libro che propone modelli educativi da perseguire, ma capovolge l’idea di educazione che ci è stata insegnata.

Ho evidenziato le parti del libro che mi sembravano più interessanti da condividere con voi e ve le propongo in questo post, poi voi farete le vostre considerazioni in proposito e decidere se applicare o meno i consigli che ci vengono proposti.

 

  1. NON E’ VERO CHE UNA BUONA MADRE GIOCA CON I FIGLI

“Quante mamme tornano a casa la sera e pieni di sensi di colpa per non aver visto i figli tutto il giorno, si mettono a giocare con loro, anche se in realtà non ne hanno voglia? Pensano che questo sia il comportamento del buon genitore. Non è vero. Nessun adulto sarà mai un buon compagno di giochi per un bambino. I bambini giocano meglio tra loro o da soli”.

“”Io con i miei figli parlo molto. Mi dicono ogni cosa. So tutto di loro”. I figli ci raccontano soltanto quello che vogliamo sentire, per metterci a nostro agio e non deludere le nostre aspettative. Non conosciamo noi stesse, figuriamoci se conosciamo i nostri figli.”

“Le madri peggiori sono quelle che continuano a chiedersi se sono brave nel loro ruolo. Che cosa significa essere brave madri? Essere omologate! Se essere brave madri diventa un compito, allora sì che abbiamo fallito.”

Si sente spesso dire: “Com’è difficile il mestiere di genitori!”. E’ proprio questo il punto: non è un mestiere e la cosa davvero difficile è abbandonare il progetto che ci siamo messi in mente, l’idea che dobbiamo fare il meglio per loro, per fare di loro dei bravi burattini uno uguale all’altro.”

“A volte le madri si spaventano della solitudine dei figli e così li impegnano in tante attività. Pensano che più sono occupati con lo sport, la danza, lo studio di una lingua straniera…, meno rischiano di diventare introversi.”

“7 madri su 10 hanno un problema: al rientro a casa i figli non li guardano neanche in faccia. Vorrebbero che gli raccontassero, se non tutto, almeno qualcosa: chi ha visto, dove è stato, come è andata l’interrogazione…, insomma, avere un minimo di comunicazione. Invece trovano un muro e le mamme traggono conclusioni sbagliate: pensano che ne ha combinata una grossa e non lo vogliono dire, pensano che ce l’ha con loro, pensano che non sono riuscite ad insegnare nemmeno la buona educazione, invece è solo una questione di privacy. In questo momento non vuole condividere la sua vita con loro.”

“Quando esce o entra ci saluta? Ogni tanto fa un gesto carino nei nostri confronti, si offre per una commissione? Sono questi i dettagli che ci fanno capire che la relazione esiste.”

“Oggi non si vive, si corre e i bambini imparano questi ritmi: risveglio, prepararsi in fretta, colazione, scuola, pranzo, ancora scuola, ricreazione, ritorno velocissimo a casa per i compiti, lezioni, nuoto, palestra, telefonata agli amici e poi cena. A questi bambini manca l’elemento equilibratore della loro vita da stachanovisti: il GIOCO. Lasciamo che si nascondano nel loro mondo, dove si può creare, inventare, disegnare, sognare, fabbricare.”

“Oggi si dice che i bambini vivono inchiodati alla tv, ma non si dice quanto poco noi mamme accettiamo il loro nascondersi alla vita, il giocare da soli, le loro distrazioni, il loro perdere tempo. Quanto sono patetici i genitori che vanno alle partite dei piccoli e li incitano o litigano con l’allenatore!”

“A volte pensiamo: “Cosa ne sarà di lui se vive solo di sogni?”. Ci sembra che tutto quello che dobbiamo insegnare loro sia il senso pratico, la concretezza. Così rempiamo la loro vita di schemi prestabiliti.”

“Le mamme che vogliono dialogare con i bambini da pari a pari sono frutti immaturi, persone infantili non sono cresciute. CON I FIGLI NON SI PARLA, SI ASCOLTANO.”

“”Adesso fai i compiti, poi giochi”. Il dovere prima del piacere è un insegnamento antico, che abbiamo ereditato dai nostri genitori e riproponiamo ai figli. E’ l’elogio del sacrificio, come se dovesse essere questa la molla del nostro agire. Eppure sappiamo quanto sia più facile avere buoni risultati e in modo spontaneo, quando ci impegnamo in qualcosa che dà piacere e ci gratifica. Potremmo fare una cosa differente: INSEGNARE LA PASSIONE, non il sacrificio. Sono proprio le persone realizzate e felici quelle che ottengono i risultati migliori, non quelle che si sacrificano.”

 

2. LA PERICOLOSA FAMIGLIA DEL “MULINO BIANCO”

“Guai a idealizzare la famiglia perfetta dove non si litiga, non si perde la pazienza, dove le mamme danno sempre il buon esempio. Molto meglio puntare sulla spontaneità. Ogni mamma è quello che è, con il suo carattere e i suoi limiti: non può arrivare a fare tutto, ha momenti di nervosismo e stanchezza.”

“I bambini che crescono in un matrimonio senza conflitti, dove tutti sorridono come nella pubblicità del Mulino Bianco, sono destinati all’infelicità, alla ribellione, alla rabbia e all’infelicità. Meno c’è naturalezza tra i genitori, più questi recitano il modello educativo che si sono messi in testa, più in casa si respira un’aria irreale, finta, densa di contraddizioni. Se l’ambiente in casa è sano, gli istinti devono potersi manifestare liberamente. Litigando l’anima torna a vivere.

 

3. BUGIE: QUANTO FANNO BENE!

“Le mamme che cercano di essere perfette sono tutte prese da se stesse: instaurano rapporti critici con i figli. Le bugie rivelano bene che la nostra idea di autorità vacilla facilmente. La verità ha tante facce e i bambini ce lo insegnano con le bugie.”

“I bambini mentono perchè vivono nel regno dell’invisibile, dove tutto è occulto, dove ci si può nascondere, riposare, rigenerare. I bambini mentono per dire: “Mamma, non sono come pensi tu, sono altro, appartengo a un mondo dove la realtà non conta, se non nella superficie.””

“Sono bravissimi i bambini a dire le bugie. Lo fanno in maniera sicura e convinta. E noi ci preoccupiamo. Ci sentiamo tradite nelle nostre aspettative e cerchiamo di correggere un comportamento giudicato sbagliato. Invece le bugie sono una tipica espressione dell’animo infantile, un’energia creativa e magica. I bambini hanno larghi orizzonti, dove tutto è possibile. Prima di inquietarci per le bugie e prima di qualsiasi contromisura, addentiamoci nel loro mondo incantato.”

“Quando raccontiamo le fiabe ai nostri bambini, facciamo una delle cose migliori: nutriamo la loro fantasia. Quando negano di aver mangiato un gelato o nascondono un oggetto che hanno rotto, oppure inventano che hanno finito i compiti, con un colpo di bacchetta magica riescono ad accontare se stessi e i genitori. E non sottovalutiamo il fatto di essere noi adulti che insegnamo loro a mentire. Per esempio quando inventiamo delle scuse per liberarci da impegni poco graditi, quando facciamo complimenti palesementi bugiardi: sono azioni che noi consideriamo innocenti o addirittura cortesi, ma che a un bambino suggeriscono che mentire è lecito”.

“Il significato nascosto di una bugia è: “Sono buono anche quando faccio il cattivo”. Il problema delle bugie sorge solo quando l’alterazione della realtà del racconto dei bambini nasce da traumi, forte paura di non essere accettati.”

“Domandiamoci sempre se vale la pena di sottolineare la bugia: spesso sono innocenti invenzioni. Evitiamo di punirli, innescheremmo la spirale delle bugie per evitare le punizioni. Non chiediamo ai bambini missioni impossibili, come quella di soddisfare il modello di perfezione che abbiamo in mente per loro. Più li vogliamo puliti, ordinati, diligenti, più li invitiamo a mentire per dar vita a un’altra realtà, quella in cui loro riescono a soddisfare le aspettative di noi mamme.”.

 

Se vi sono piaciuti i consigli del dott. Morelli sull’educazione dei nostri figli, seguitemi, perchè la prossima volta continuerò con un altro post dove approfondirò il tema di COME NOI MAMME POSSIAMO AIUTARE I NOSTRI FIGLI A FAR EMERGERE LA LORO UNICITA’. Se volete, mi piacerebbe avere anche da voi qualche commento su quello che avete letto, se siete d’accordo oppure no. Intanto, vi aspetto la prossima settimana!

 

 

 

 

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