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VIAGGIO A ZANZIBAR

Vi spiego con le foto perchè dovreste vedere almeno una volta nella vita questa bellissima isola

 

Le parole che userò per descrivere questo paradiso terrestre non renderanno giustizia a questo posto meraviglioso che ho scoperto e che tra tutti i mari che ho avuto la fortuna di vedere è secondo solo alle Maldive, ma credo che le foto che vedrete qui sotto parleranno da sole.

Abbiamo lasciato la Tanzania, con tutta la sua bellezza selvaggia e abbiamo fatto un volo interno con un piccolo aereo che mi ha dato un’adrenalina incredibile, perchè quando voli con aerei di linea una volta decollati ti sembra di essere su un autobus, mentre con questo aereo di piccola taglia senti tutte le vibrazioni del volo e passi letteralmente dentro alle nuvole, insomma avverti molto di più che stai attraversando il cielo.

Siamo arrivati a Zanzibar nel pomeriggio e per raggiungere il nostro albergo abbiamo fatto novanta minuti di autobus dove ho potuto ammirare il paesaggio tropicale che avevo davanti agli occhi e ho potuto fare anche qualche foto mentre attraversavamo villaggi e abitanti del posto che camminavano per la strada o che giravano con i loro motori dove sopra portavano a volte anche tre-quattro bambini.

Non puoi fare a meno di chiederti quale sia il modo migliore di vivere, se il nostro, superorganizzato e ricco di ogni confort ma proprio per questo anche molto stressante, o il loro, privo di tutte le nostre comodità che non ci facciamo mancare, ma anche molto più semplice, con la consapevolezza che per essere felici basta semplicemente vivere un giorno per volta, senza preoccuparsi troppo del domani.

Siamo arrivati finalmente all’Hideaway of Nungwi  un Resort che si trova a Nungwi, sulla costa nord occidentale di Zanzibar, dove abbiamo trovato ad attenderci una camera molto suggestiva tipica di queste zone tropicali con vista sull’Oceano Indiano.

Al contrario dei due giorni frenetici di safari in Tanzania, qui a Zanzibar mi sono dedicata all’ozio totale, alzandomi ogni tanto dal lettino della spiaggia per un bagno o per bere cocktails a base di cocco serviti proprio dentro il frutto.

Durante i miei precedenti viaggi, ho visto il mare dell’Egitto, quello ai Caraibi, quello della Jamaica e quello delle Maldive, ma vi assicuro che questo di Zanzibar non ha nulla da invidiare a quelli già visti: sabbia bianchissima (e che soprattutto non ti rimane attaccata, cosa che odio!), colore azzurro del mare che cambia tonalità a seconda della profondità del mare, acqua calda che è un piacere immergersi dentro, un venticello leggero che ti accarezza il corpo mentre sei stesa a prendere il sole o mentre decidi di fare una passeggiata sulla spiaggia.

Ogni tanto passa qualche “vù cumprà” che vuole venderti qualcosa di locale, ma non ho trovato l’insistenza a cui ero abituata in Egitto.

Dopo una giornata di mare trascorsa ad abbronzare la mia pelle bianca dell’inverno, non c’era niente di meglio di rifocillarsi al buffet che ci attendeva puntuale ogni giorno e che offriva tante e varie prelibatezze da assaggiare. La pasta era molto buona e i dolci simili ai nostri.

Sono andata anche a vedere un loro villaggio e ho fatto alcune foto che ritraggono i suoi abitanti immersi nella loro vita quotidiana: bambini piccoli che uscivano dalle baracche per venirci a salutare, bambini più grandi che uscivano dalla scuola con la loro divisa azzurra (le femmine portavano il velo in testa, perchè a Zanzibar tantissimi sono musulmani) di cui alcuni indossavano le scarpe e altri erano senza, le donne che approfittavano della nostra presenza per venderci senza troppa insistenza collane e braccialetti fatti da loro, gli uomini intenti a chiaccherare fra di loro e qualcuno (ma pochi) di loro intento a lavorare, chi come venditore di frutta, chi come carpentiere, chi come venditore di beni locali. Fotografare le donne non è stato possibile, perchè la loro religione glielo impedisce. Una curiosità: i tetti di molte case sono costruite con makuti, una paglia a base di foglie di palma.

I quattro giorni passati a Zanzibar sono volati e come mi succede quando stacco la spina per qualche giorno e la mia mente non è  concentrata sulle cose quoditiane da fare, mi sono venute nuove idee per sviluppare questa mia nuova attività del blog e cose che posso migliorare nella mia vita privata.

Ho avuto un impatto positivo anche gli abitanti del luogo che ti salutano in continuazione dicendoti “jambo” (che vuol dire “ciao”) e “acuna matata” (che vuol dire”senza problemi”) che ricorda un famoso cartone animato.

Il giorno della partenza ho fatto le ultime foto

e l’ultimo bagno che ho voluto fare da sola, per immergermi per l’ultima volta in questo mare meraviglioso e guardare l’orizzonte davanti a me, ringraziando per l’esperienza che mi è stata data di vivere, con la promessa di tornare, se non qui, in altri posti come questo dove riesci a sentirti contenta per il solo fatto di esistere e dove realizzi che la felicità in fondo è qui vicino a te, ce l’hai davanti agli occhi, con la differenza che stavolta te ne rendi conto e che non vuoi fartela portare via questa felicità, perchè realizzi che siamo nati solo per questo e per nient’altro.

 

Informazioni utili

 

Popolazione: 800.000 persone

Lingua parlata: Swahili

Religione: Islamismo – cristianesimo – induismo

Economia: principalmente pesca e agricoltura – turismo

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