TRAVEL

VIAGGIO IN TANZANIA

Reportage di un safari per vedere gli animali in totale libertà

 

Ciao a tutte, vi scrivo solo ora perchè ho avuto problemi con la connessione internet che in Tanzania è quasi inesistente. E’ incredibile come apprezzi le comodità che hai a casa solo quando ti vengono a mancare!

Siamo partiti la sera del 23 gennaio da Milano e prima della partenza ci hanno fatto fare una sosta in attesa dell’aereo nella Lounge Bar dell’aereoporto, una zona un pò vip dove puoi disporre di cibo e riviste, comodamente seduti come al ristorante o su confortevoli poltrone. E’ la prima volta che entro in un Longe Bar e come potete vedere dalle foto qui sotto l’ambiente è veramente molto cool.

Siamo quindi saliti in aereo, abbiamo fatto scalo a Doha e siamo ripartiti per il Kilimangiaro, dopodichè siamo atterrati ad Arusha nel pomeriggio del giorno dopo. Non vi nascondo che il viaggio stanca, sono quasi 18 ore di volo (compreso le soste per cambiare aereo). Quando scendi pensi solo a quando potrai riposare su un letto vero, però vi garantisco che appena metti la testa fuori dall’aereo e senti la temperatura calda della Tanzania, ti dici che comunque ne valeva la pena.

Usciti dall’aereoporto avverti subito un mondo completamente diverso da quello cui siamo abituati, fatto di colori e odori tipici della zona dell’Africa. Ad attenderci c’era una jepp e per la strada ho fatto alcune foto che ritraggono il paesaggio che cambia tantissimo: prima vedi solo terra e poche piante, poi vedi una vegetazione lussurreggiante che non capisci come fa ad esserci, visto che la guida mi ha spiegato che non piove da parecchi mesi.

Il paesaggio scorreva davanti ai miei occhi, curiosi di rubare più immagini possibili da portare a casa e hanno visto le abitazioni che sono tipiche delle zone tropicali, fatte in fretta e con poco lavoro, gli uomini fermi nelle case a chiaccherare fra di loro perchè a quell’ora era troppo caldo per poter lavorare, le donne portare sulla testa le taniche di acqua per tutta la famiglia, i bambini giocare vestiti con poco o uscire dalla scuola con la divisa.

Ho fatto parecchi viaggi, ma tutte le volte è come se fosse la prima e mi stupisco sempre di come esistano tanti posti e tante culture diversi fra loro nel mondo. Ah, una curiosità: in Tanzania si guida a sinistra e all’inizio fa veramente uno strano effetto, ti sembra che le macchine ti vengano tutti contro!

Siamo arrivati nel tardo pomeriggio alla nostra abitazione per la notte all’ Arusha Safari Lodge, situato su delle colline di origine vulcanica, a soli 10 Km da Arusha. Immerso in una foresta tropicale e diverso dagli alberghi occidentali a cui siamo abituati: qui ti senti parte di questo paesaggio meraviglioso e l’accoglienza che ci hanno dato al nostro arrivo ti fa sentire “a casa”. Le nostre camere erano minicase tutte attorno alla piscina. In un posto così vorresti fermarti più di una notte. La sera ci hanno offerto la cena fuori in giardino e abbiamo mangiato tutti attorno alle candele sul tavolo. Ogni tanto alzavo la testa per vedere le stelle, che così vicino non le ho viste mai. Sono andata a riposare stanca per il viaggio, ma felice di poter esplorare una terra così particolare.

La mattina dopo avevamo la sveglia non troppo presto e mi sono svegliata completamente riposata, dopo aver aperto gli occhi e sentirmi strana ad aver dormito in un letto a baldacchino tipico dell’Africa con attorno le tende per proteggerci dalle zanzare. Abbiamo fatto colazione sempre in giardino e siamo partiti per il Manyara National Park per la nostra prima giornata di safari.

La strada per arrivare è molto dissestata, quindi bisogna abituarsi allo sballottamento continuo. Una volta entrati nel parco, la jepp ha iniziato ad andare a velocità ridotta per permetterci di vedere gli animali in libertà. Abbiamo visto scimmie, zebre, elefanti, giraffe, gazzelle, iene, da soli o con i loro cuccioli. Ogni jepp era dotata di tetto apribile, così quando avvistavamo un animale potevano alzarci in piedi e vederlo meglio usando anche il cannocchiale se era lontano.

Aurora era entusiasta di quello che i suoi occhi potevano vedere e io ero felice che li potesse guardare nel loro habitat naturale e non rinchiusi dentro uno zoo.

Al ritorno ci hanno fatto fermare da un popolo Masai per vedere come vivono. Ci hanno subito accolto mettendoci addosso il mantello che usano anche loro e una collana fatta sempre da loro, poi ci hanno salutati con una danza di benvenuto, che potete vedere nel video qui sotto.

Finita la loro danza ci hanno fatto vedere come accendono il fuoco (vedi foto sotto) e ci hanno accompagnato dentro le loro capanne che sono fatte di fango e sterco di mucca. L’entrata è piccolissima, dentro è tutto buio (evidentemente per proteggersi dal caldo) e ci hanno fatto accomodare sul loro “letto” per rispondere alle nostre domande su com’è la loro vita. Ci hanno spiegato che le capanne le fanno le donne e impiegano due settimane a terminarle. Fino a qualche tempo fa c’era l’usanza che un componente del popolo Masai poteva andare con una donna sposata di un altro componente, piantando una spada all’entrata della capanna per fare capire che lui in quel momento voleva (e poteva) fare sesso con lei. Oggi non è più permesso, per evitare le malattie che prima era inevitabile contrarre.

Ci hanno poi salutato facendoci vedere le collane e i bracciali fatti da loro per indurci a comprarli e siamo ripartiti per Ngorogoro con destinazione albergo Sopa Lodge  che è a 6 Km dal villaggio Masai di Loongku e dal monte Lemakarot. La giornata è stata molto calda e polverosa e non desideravamo di meglio che entrare nella nostra camera per farci una bella doccia. D’altronde durante la giornata abbiamo dovuto indossare pantaloni lunghi color sahara e maglie a manica lunga per evitare le punture di mosche e zanzare, e quindi eventuali malattie, oltre a darci il repellente (il jungle è quello migliore per questo tipo di zona) sia addosso che ai nostri vestiti. La sera abbiamo cenato in una bella sala sempre illuminata dalle candele (si vede che a loro piace così), mangiato carne e pesce con verdure molto buone e assistito a una loro danza per allietare la serata. La cosa curiosa è che quando si è fatta ora di andare a dormire, ti accompagnano fino alla camera con una torcia accesa per evitare che qualche animale sbuchi fuori all’improvviso. Abbiamo obbedito e ci siamo fatti accompagnare, ma un pò di paura restava lo stesso! Il clima qui, vista l’altitudine, è abbastanza freddo ed è consigliato la sera una giacca per proteggersi dalla bassa temperatura.

La mattina seguente, visto che qui è normale la presenza delle scimmie che girano libere per l’albergo e il parco, abbiamo assistito a una scena divertente di una di loro che ha rubato una bustina di zucchero a un’ospite dell’albergo. Non sono riuscita a farle una foto, ma vi garantisco che sarebbe stata una ripresa da mandare a Paperissima!

Siamo quindi ripartiti per il cratere di Ngorogoro dove abbiamo trascorso un’altra giornata di safari, meno lunga e meno stancante della precedente. La zona è grandissima e il paesaggio diverso da ieri: qui c’è meno vegetazione, ma la zona è molto, molto più vasta. Abbiamo visto leoni, ippopotami e gli animali del giorno prima.

Le nostre guide sono state brave a spiegarci e fermarsi quando avvistavano un animale, perciò alla fine del nostro safari mi è sembrato bello fare una foto con loro.

Bene, il nostro viaggio in Tanzania è terminato e mi porto a casa tante cose belle da raccontare, ma ci aspettano ancora quattro giorni a Zanzibar per riposarci, perchè il safari è bello ma l’avventura da esploratrice è anche un pò stancante. Seguitemi i prossimi giorni, perchè vi porterò a vedere un mare tra i più belli al mondo!

Informazioni utili

 

Capitale: DODOMA

Popolazione: 36.300.00

Superficie: 945.080 Km2

Lingue: Kiswahili e inglese

Religioni: Cristianesimo e Islam

Moneta: scellino della Tanzania

Fuso orario: + 2h rispetto all’Italia

Documenti necessari per entrare in Tanzania: passaporto con validità residua di 6 mesi al momento dell’ingresso nel Paese

Carte di credito più accettate: VISA e AMERICAN EXPRESS

Prefisso per l’Italia: 0039 + numero dell’abbonato

Prefisso dall’Italia: 00255 + prefisso della città + numero dell’abbonato

Temperature minime e massime: Arusha 10°/28°, Ngorogoro 10°/23°

 

 

 

 

Comments (2)

  • Hai descritto molto bene questo stupendo viaggio che mi è sembrato di essere lì con voi …peccato che io non c ero , bellissime le foto !

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    • Ciao cara Laura, viaggiare fa sempre bene anche all’anima e non è un caso che quando si torna da un viaggio ti vengono idee e nuovi propositi per affrontare meglio le nostre giornate! E’ successo anche stavolta e ho in mente tante novità per rendere il blog più interessante. Ti abbraccio forte

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