JESUS

NON PREOCCUPIAMOCI TROPPO DEL DOMANI: QUELLO CHE CONTA E’ OGGI

Vivere un giorno alla volta ci aiuta superare meglio le difficoltà

E’ ufficiale: sono entrata a fare parte della categoria (non protetta) dei figli-che fanno da genitori-ai loro genitori.

Vedevo già da un pò di tempo gente attorno a me che si lamentava di questo nuovo ruolo che gli era piombato addosso all’improvviso, ma io, ottimista convinta, ho continuato – per un pò – a pensare come sempre solo a come preparare una cena decente la sera, a fare la moglie che chiama il marito dieci volte al giorno – perchè è sempre impegnato con qualche cliente – per chiedergli cosa vuole da mangiare (che poi lo so già, perchè ultimamente ha deciso di intraprendere la dieta del cocomero), cercare come un’equilibrista di conciliare il lavoro con i doveri di casa e dare ogni tanto un occhio ad Aury nei compiti. E sono andata avanti come sempre, incurante dello tsunami che stava per abbattersi anche su di me.

Per farvi capire la portata di come i miei genitori stanno affrontando – nel miglior modo possibile – la loro vecchiaia, vi riporto il dialogo avuto stamattina:

“Babbo hai la visita al piede martedi della prossima settimana”

“Non so mica se ci arrivo a martedi…”

“Vedo che ti sei alzato pieno di speranza stamattina. Mamma a te la visita alla schiena te l’hanno data per il prossimo mese”

“Questa sanità, sempre peggio!”

“E’ bello vedere quanto ottimismo regna in questa casa”.

Ho benedetto che oggi è lunedi e posso andare al lavoro.

I miei genitori sono passati da grandi temerari che svernavano tutti gli inverni in Sicilia con il camper, a due povere anime costrette agli arresti domiciliari da una salute che li sta abbandonando tutto in una volta. In verità questo è vero solo per mio babbo, perchè mia mamma ha semplicemente deciso che la sua normalità è rimanere tutto il giorno a letto. Con mio babbo, quando lo accompagno alle visite, mi sembra di essere tornata la bimba di tre anni che deve fare tutto quello che gli viene detto: sono io che guido, ma vuole decidere lui la strada-quando devo sorpassare le macchine-a che velocità andare. Un incubo. Questa situazione mi ha catapultata alla mia infanzia, quando anche allora tutto quello che facevo non andava bene e lui la faceva sempre meglio di me. Poi uno dice che cresce con delle paturnie. Però adesso c’è una differenza

 oggi sono LIBERA

 

Libera dal lasciarmi condizionare da quello che pensa e che dice su di me. Glielo vorrei dire che non sono più succube dei suoi giudizi, ma tanto non capirebbe e allora sto zitta, lo assecondo, perchè capisco che la malattia lo sta provando duramente, ma sento dentro di me una libertà che mi fa dire a me stessa che

vado bene così come sono, non devo cambiare per nessuno

 

Mi sono accorta in questo periodo in cui mi sto dividendo tra lavoro-casa-genitori, che apprezzo più di prima quel granello di tempo che mi rimane per scrivere sul mio blog, per leggere un libro, per gustare semplicemente il sole e il caldo che entrano dalla finestra e che mi fanno sentire viva.

Giorno per giorno 

 

E’ la cosa più saggia che possa fare in questo momento. Non pensare a come andranno a finire le cose, a cosa succederà fra un mese o un anno, a come riuscirò a mantenere (o aumentare) il mio ritmo in base al carico di lavoro che mi toccherà. Pensare giorno per giorno. Solo questo.

Non preoccupatevi per la vostra vita…chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Non preoccupatevi dunque per il domani, perchè il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena.

Questa parola del Vangelo (vangelo secondo Matteo, capitolo 6 – versetti 25,27,34) mi aiuta realmente a mettere in pratica la filosofia del “giorno per giorno”.

E giorno per giorno voglio continuare  ad apprezzare tutte le cose belle che la vita mi sta dando: Aurora che mi abbraccia quando ritorno a casa dal lavoro, lui che mi ascolta anche quando è stanco, il nostro gatto Pippo quando si fa accarezzare e vuole essere coccolato. Cose semplici che però fanno un gran bene all’anima e allo spirito. E allora non voglio rinunciare a questi piaceri, anche se sembrano essere in questo momento più brevi della fatica nel cercare di mandare avanti tutto nel migliore dei modi. Giorno per giorno. E come viene viene.

Comments (4)

  • Come ti capisco!! E’ bruttissimo vedere i propri genitori invecchiare e non essere più autonomi… ancor peggio quando non si lasciano aiutare…
    Che bello questo passaggio del Vangelo!!! Un saluto

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  • Gli anziani hanno, spesso, molto in comune con i bambini: capricciosi, testardi e dipendenti … solo che non portano la speranza del futuro. E’ difficile non farsi fagocitare dalle loro richieste, però ti consiglio di mettere dei “paletti” e, possibilmente, di sorridere alle loro stranezze. Con un bel respiro ed il sorriso, tutto si affronta meglio. Il domani, poi, è nelle mani del Signore. Un saluto.

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  • Grazie, seguirò il tuo consiglio! un saluto anche a te

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  • Mi è riuscito? Sono iscritta?

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