JESUS

E SE PROVASSIMO A CREDERCI?

Credere che noi possiamo cambiare il modo di guardare alle cose che ci accadono è possibile

 

7 giorni fa

Sono seduta comodamente sul divano a leggere una rivista.

“Pronto?”

“Ciao..sono io, ehm, dovresti venire subito, sono a XXX, avrei un problemino, ma ti spiego meglio quando arrivi”. La sua voce sembra calma, ma io LO SO che mi nasconde qualcosa, vent’anni che ci conosciamo serviranno a qualcosa, no?

“Un problemino? Quando dici così, di solito è un problema un tantino più grande!” La mia posizione sul divano cambia e mi metto sull’attenti come un marines richiamato all’ordine.

“Dai vieni è u-r-g-e-n-t-e”

Scatto dal divano come un leone pronto a correre per prendere la sua preda, parto con la macchina (particolare leggermente importante: sto guidando con le ciabatte ai piedi, ma con ‘sto casino chi si ricordava di mettersi le scarpe?) e arrivo a XXX dopo aver quasi messo sotto una vecchietta che stava attraversando sulle strisce pedonali.

Scena: motore steso a terra in mezzo all’incrocio, macchina vicina al motore con tutta la fiancata destra ammaccata, i soliti passanti che non si fanno mai i cazzi loro, polizia che sta scrivendo il rapporto dell’incidente e lui che mi fa cenno con le mani alzate di fermarmi.

Riesco solo a dire: “Hai ragione, è solo un problemino, al massimo chiederemo un mutuo per pagare la riparazione, che vuoi che sia!”

4 giorni fa

Family al completo in macchina (la mia) fermi al semaforo. Per puro caso mi viene da guardare lo specchietto e vedo avvicinarsi – un pò troppo – la macchina dietro di me.

La persona che guida sta guardando il cellulare e non faccio in tempo a pensare “questo mi viene addosso” che sento tutto il rumore della sua lamiera contro la mia. Giusto un pò incazzati scendiamo dalla macchina e quello scemo, davanti a noi – invece di scusarsi – ci dice: “Tranquilli, mi presento, sono un notaio” e noi rispondiamo: “E chissenefrega se sei un notaio, hai sbagliato e basta!”. Evidentemente il nostro tono – un tantino – intimidatorio deve aver fatto presa, perchè si mette a compilare il foglio per denuciare il sinistro senza mai guardarci.

Rientriamo in macchina, ci guardiamo negli occhi e ci scappa un: “E due! Settimana fortunata, non c’è che dire”.

1 giorno fa

Io e Aury siamo in macchina con la musica a palla davanti al negozio e stiamo aspettando lui che metta a posto il motore nel cortile. Vedo che tarda un pò ma non ci faccio caso più di tanto e mi lascio trasportare dalla musica, mentre io e Aury agitiamo le braccia sulle note della canzone che stiamo ascoltando. Non faccio in tempo ad alzare gli occhi, che vedo lui arrivare tutto sporco e con un’andatura tremolante-barcollante.

“Amore, che ti è successo?”

“Stavo tirando giù il cavalletto del motore e non so come, ma mi è venuto addosso e io ci sono caduto sotto”

Ok, prossimo viaggio da programmare al più presto: Lourdes, ma tutti e tre, non si sa mai. Non è che fanno lo sconto 3×2 sui viaggi della speranza?

Il post potrebbe anche finire qui: io che vi racconto una sfilza di sfighe capitate nel giro di una settimana, io che mi sento vittima di un destino infame, io che penso ‘qualcuno mi deve aver fatto il malocchio’, io che mi piango addosso, io che vado a farmi dare una benedizione, se non a Lourdes almeno in una chiesa vicina.

E’ umano vedere solo il lato negativo delle cose, ma io non ci sto. Troppo facile cadere nella commiserazione. Troppo scontato dare la colpa a qualcuno o a qualcosa.

La verità è che noi possiamo (sempre) scegliere una strada diversa:

 continuare a vedere solo le sfighe che ci capitano o decidere di provare a

VEDERE  CON OCCHI DIVERSI

 

Provare a vedere con occhi diversi è non permettere alle cose di schiacciarci. Certo che mi tira il culo dover contribuire a pagare la riparazione della macchina di lui, ma è anche vero che nell’incidente non si è fatto nulla e Aury non c’era, che considerata la dinamica si sarebbe fatta molto male. Certo che mi tira il culo dover portare la mia macchina dal carrozziere e dovermi fare scarozzare per un pò da lui per andare al lavoro o a fare la spesa, ma è anche vero che non ho subito danni, se non alla macchina. Aury poi in questo periodo ha fatto degli accertamenti perchè sospettavamo avesse il diabete e invece gli esami sono tutti negativi.

Abbiamo il potere di scegliere come guardare le cose che ci succedono, usiamolo.

 

Naturale che è la via più facile scegliere di guardare solo il negativo quando ci accade qualcosa che non ci piace, mentre costa fatica sforzarci di trovarci comunque qualcosa di buono o anche solo un insegnamento. Non è che anch’io, dopo questa bellissima settimana di sfighe mi sono alzata magicamente una mattina e ho pensato: “Beh, in effetti questo aspetto non l’avevo considerato”. Mi sono incazzata come avrebbero fatto tutti, però con la differenza che mi sono lasciata aiutare dalle parole della Bibbia (trovate la frase qui sotto in Isaia, capitolo 28 – versetto 23)

Porgete orecchio, e date ascolto alla mia voce!

Tutte possiamo riconoscere la voce di Dio dalle altre voci che sentiamo attorno a noi. La voce del mondo ci fa credere che non esiste la possibilità di scelta nel vedere le cose, mentre la voce di Dio ci fa capire che questa possibilità esiste eccome e ci sprona a usarla (magari chiedendo il suo aiuto, che non guasta).

La prossima volta che ci succederà qualcosa che non ci piace, e se provassimo a crederci che esiste la possibilità di vederla con occhi diversi?

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